Archivio per aprile 2008

Corporate Second Life: le nuove frontiere del business

di Gianluca Comin

E’ stata l’innovazione tecnologica del digitale il driver primario della trasformazione che ha interessato l’industria dei media, determinando non solo una radicale revisione del ciclo di produzione dei contenuti ma anche di quello distributivo, promozionale e di fruizione dell’intera industria dell’audiovisivo. In questo senso, lo sviluppo del protocollo Internet, delle reti a banda larga e dei servizi video ad essa collegati, hanno determinato le condizioni per il fenomeno della convergenza multimediale e il superamento dell’identificazione tra media e contenuti, permettendo una maggiore competizione tra attori e produttori e incoraggiando un rapporto più attivo tra chi crea contenuti digitali e chi li utilizza.

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L’Italia come poltiglia e mucillagine: breve vita di una metafora.

di Mario Basevi e Matteo Borsacchi

Il 7 dicembre 2007 il Censis pubblica il 41° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Nell’Introduzione, Giuseppe De Rita paragona la società italiana ad una “poltiglia di massa” e ad una “mucillagine sociale”.

Che vita hanno avuto nella comunicazione sociale queste metafore? In che misura hanno acquistato forza e vita autonome indipendentemente dalla prima notizia e dal Rapporto in cui erano inserite?

Abbiamo tracciato la loro presenza e sopravvivenza sia nella stampa che sul web 2.0, e diamo qui alcune brevissime indicazioni di sintesi sui risultati.
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Minibar Italy – chapter 1

a cura di Francesco D’Orazio

“La nave del marketing”, il meeting annuale dei direttori marketing e comunicazione delle aziende italiane si trasferisce sulla terra ferma per questa nuova edizione che ha come tema il Re_Design. Un concept potenzialmente vago e applicato in effetti ad uno spettro molto ampio di tematiche, forse anche troppo, ma che offre comunque una serie di spunti interessanti dal punto di vista delle strategie comunicative, delle analisi di mercato, della creatività e del marketing. Segnaliamo in particolare un panel sulla misurazione delle emozioni dei consumatori con focus su eye tracking, biofeedback e psicolinguistica.

Il Minibar aveva due obiettivi precisi: 1) connettere persone e idee innovative con media, investitori, sviluppatori e futuri utenti; 2) creare una occasione di conoscenza e networking tra le persone che si occupano di web in Italia. E su entrambi i fronti il primo Minibar Italy ha decisamente funzionato.

Ecco i link dei vari progetti presentati:

Myrl – Metaverse Social Network

The Blog Tv – Piattaforma per produzioni user-generated

IsayBlog – Network di nanopublishing

Dixero – Vocalizzazione del web

Reeplay – Aggregatore e player di video online

Blogmeter – Monitoraggio delle conversazioni online

Zooppa – User Generated Advertising

Bootb – Marketplace della creativita’

LivePetitions – Piattaforma per lanciare petizioni online

Kiara – Piattaforma di business management

Tutte le presentazioni sono sul blog dell’ evento

Di sicuro ci sono ampi margini di miglioramento ma è proprio per questo che sono già partiti i preparativi per il secondo Minibar! Per il momento tutto ancora top-secret ma la macchina è in moto ormai e siamo felici di aver contribuito all’avvio di questa nuova avventura.

ZZUB al WomSummit

a cura di Francesco D’Orazio

Ospiti internazionali e leader delle aziende italiane si sono incontrati al primo Word of Mouth Summit italiano (Milano, 2 e 3 Aprile), per condividere con il pubblico della conferenza visione, progetti e prospettive di interazione tra web 2.0 e mercato. Casi reali, panel di discussione e presentazioni che hanno affronterato una serie di temi tra cui: significato e impatto di Web 2.0 ed Enterprise 2.0, casi di successo, opportunita’ e modelli di business del Web 2.0, applicazione dei principi del Web 2.0 per creare nuovi prodotti e servizi, modelli di produzione e monetizzazione dei contenuti che funzionano, i piu’ interessanti servizi offerti dalle aziende italiane, il Web 2.0 nel marketing virale e nella creazione di conversazioni con i clienti, le implicazioni sociali e culturali della partecipazione e del contenuto generato dall’utente.

Si è parlato delle basi del word of mouth ma anche delle sue ultime evoluzioni che stanno trasformando il word-of-mouth in uno degli strumenti più promettenti ed efficaci del marketing online e offline.

Cosa significa marketing del passaparola? Come funziona e come si misura? Come integrarlo in un piano marketing in sinergia con le strategie più tradizionali? Quali sono i vantaggi? Quanto può costare e quali risultati bisogna aspettarsi da questo nuovo strumento? Read more

Etnografia dei media

Federico Boni, Etnografia dei media,
Bari-Roma, Laterza, 2006, pp.157, €18

di Enrico Pozzi

Un manuale che si concentra su uno dei metodi della analisi qualitativa della comunicazione: l’approccio etnografico.

L’etnografia tirata in ballo qui non è quella classica, ma una sua concezione allargata che ha trasportato i suoi metodi e i suoi dilemmi conoscitivi fuori dai suoi campi tradizionali, verso tutte le forme del comportamento sociale e verso le nostre società post-industriali. L’applicazione dello sguardo etnografico alla produzione del discorso mediatico, ai testi dei media, e a quell’oggetto ‘altro’ chiamato “pubblico”  porta a cogliere dimensioni, contenuti e processi della comunicazione che rimangono quasi invisibili per gli altri strumenti di indagine.

Già solo l’uso di concetti come “cerimonia” e “rito” permette al comunicatore intuizioni centrali per il proprio lavoro. Strumenti vecchi ritrovano una tensione nuova. Procedure consumate acquistano freschezza e nuove possibilità creative. I nuovi media trovano griglie capaci di render conto proprio della loro novità, senza ridurla ad una variante delle solite vecchie cose.

Questo manuale riesce a non far morire tutto ciò, anche se l’ovvio e il pedestre da studenti-di scienze-della-comunicazione sono troppo presenti. Però dopo Altheide lamentarsi sembra proprio fuori luogo. Qui il comunicatore trova la possibilità di qualche idea, e l’occasione per restituire complessità al proprio lavoro, ammesso che complessità vada cercando.