L’Italia come poltiglia e mucillagine: breve vita di una metafora.

di Mario Basevi e Matteo Borsacchi

Il 7 dicembre 2007 il Censis pubblica il 41° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Nell’Introduzione, Giuseppe De Rita paragona la società italiana ad una “poltiglia di massa” e ad una “mucillagine sociale”.

Che vita hanno avuto nella comunicazione sociale queste metafore? In che misura hanno acquistato forza e vita autonome indipendentemente dalla prima notizia e dal Rapporto in cui erano inserite?

Abbiamo tracciato la loro presenza e sopravvivenza sia nella stampa che sul web 2.0, e diamo qui alcune brevissime indicazioni di sintesi sui risultati.

Per la stampa, abbiamo analizzato l’intero corpus di quattro quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, Stampa e Sole 24ORE) nell’arco di 13 giorni, dal 6 al 18 dicembre. Per il Web 2.0 sono stati usati il motore di ricerca Google Blog Search per i blog e Boardreader per i maggiori forum nazionali.

I blog italiani rilevati da Google Blog Search hanno dato 192 post, contro i 106 risultati dei maggiori forum. La presenza sulle quattro testate si esprime invece in 75 articoli, la maggior parte dei quali apparsi su Repubblica e Sole 24ORE.

Fig. 1 – Articoli per testate

Sul Sole 24ORE le citazioni si concentrano nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione del documento, mentre Repubblica mostra una distribuzione più equilibrata lungo tutti i 13 giorni.

Fig. 2 – Articoli per testate nel tempo

Se confrontiamo l’andamento nel tempo, vediamo che le due metafore rimangono agganciate al loro vettore istituzionale Censis, e non riescono a vivere di vita propria. I canali cartacei di informazione e i new media mostrano curve similari sia per quanto riguarda la citazione del Rapporto Censis che l’uso di “mucillagine” o “poltiglia” riferite alla società italiana.
Vediamo meglio.

Nella Fig. 3 abbiamo confrontato la vita comunicativa di “Censis” sui 4 quotidiani e sul Web 2.0 nel periodo analizzato, con l’obiettivo di verificare eventuali differenze di visibilità, “viscosità” e durata tra i due media.

Fig. 3 – La presenza di |Censis| nelle 4 testate quotidiane e nel Web 2.0

Gli aspetti interessanti sono due:

a) Il Web 2.0 è molto più rapidamente reattivo rispetto alla stampa quotidiana, che presenta un ritardo di un giorno. In parte, ma solo in parte, questo ritardo si spiega con i vincoli tecnologici e temporali del processo industriale di produzione del giornale stampato. Lo stesso ritardo si ha nel breve rilancio di attenzione del 12 dicembre, causato da un articolo del New York Times che conteneva considerazioni analoghe a quelle del Rapporto Censis e che ha generato una nuova breve ondata di citazioni del Censis.

b) Anche la curva di interesse del Web 2.0 rispetto alla stampa tende a scendere più rapidamente: la risonanza iniziale nei blog e nei forum è maggiore, ma diminuisce più in fretta e scompare quasi del tutto dopo una decina di giorni. Sulle testate quotidiane l’impatto è minore, ma la notizia risulta ancora in vita al tredicesimo giorno.

La stessa sorte tocca alle metafore “poltiglia” e “mucillagine” (Fig. 4) usate nelle considerazioni iniziali del Rapporto. Sul web 2.0 causano un fuoco di paglia, che si spegne in poco tempo, mentre sulla stampa continuano a riecheggiare, con fortune alterne, per tutti e 13 i giorni analizzati.

Fig. 4 – La presenza di |poltiglia| e |mucillagine| nelle 4 testate quotidiane e nel             Web 2.0

Abbiamo anche costruito la mappa semantica di |Censis| e delle due metafore, per capire il contesto prevalente di significati in cui venivano collocati sia il primo che le seconde. Per questo abbiamo usato le concordanze dei tre termini nei 75 articoli di stampa, e in un campione del web comprendente i primi 500 risultati del motore di ricerca Yahoo con query |Censis|, |poltiglia| e |mucillagine|. Per la rappresentazione abbiamo scelto una modalità abbastanza immediata, anche se meno rigorosa di altre: la word cloud.

Sulla stampa le parole associate maggiormente ai tre termini riuguardano quello che potremmo chiamare il “gruppo fantasma”, ovvero l’Italia che non c’è, appunto come l’isola di Peter Pan: famiglia / squadra / popolo / popolazione / Italia / italiani / massa / tessuto / coesione / collettivo / civile / politico / sociale. A queste fa da contraltare il cluster compatto di una società atomizzata (individualismo/molecolare/coriandoli), mentre a metà strada si posiziona l’alternativa delle minoranze attive e silenziose, cui De Rita affida le speranze di ripresa del paese. Su questi tre cluster “sociali” si innesta trasversalmente un cluster semantico economico: economia/economico/consumi/euro.

Un altro insieme di parole a forte connotazione emotiva si distribuisce lungo gli assi semantici opposti di crescita/stabilità/futuro da un lato e declino/instabilità/sfiducia dall’altro (boom / crescita / energia / forze / giovani / futuro / sviluppo, contro: declino / degenerazione / guerra / instabilità / inerzia / impietosa / sfiducia / rischio). Qui si condensano le valutazioni critiche degli autori dei pezzi e dei post.

Fig. 5 – Word cloud delle 4 testate quotidiane-

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La situazione sul web è sorprendentemente simile; tuttavia, le preoccupazioni vengono espresse con un linguaggio più vario, che dedica uno spazio maggiore alle differenti coloriture psicologiche (disillusa / disarmante / inconcludente / incarognita / rassegnata / spaesato); da notare anche l’ossessività con cui ricorre la terminologia della comunicazione (blog / media / internet / telefonini / tecnologia / forum / fotografia / messaggio / video / web /online), che non può essere giustificata semplicemente dalla formattazione delle pagine web, ma che pervade la conversazione sociale con i suoi prodotti e le sue tecnologie.

Fig. 6 – Word cloud del web

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In conclusione la comunicazione sul web si è esaurita più velocemente rispetto ai quotidiani ed ha fatto riecheggiare maggiormente le valutazioni negative espresse dal Rapporto. Gli utenti italiani della Rete si sono mostrati più coinvolti in partenza, quindi impermeabili sul lungo periodo e incapaci di esplodere e far sopravvivere la ricchezza concettuale del messaggio e delle metafore Censis.

Bibliografia:

CENSIS, Quarantunesimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese, Roma 2007.

Autori:

Mario Basevi è ricercatore Senior presso Eikon Strategic Consulting, collabora come consulente metodologico in alcune ricerche della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa ed è cultore della materia presso la cattedra di Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale, Facoltà di Sociologia, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Matteo Borsacchi è consulente in Natural Language Processing e Text Mining presso Esl Italia SpA.

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