Archivio per giugno 2009

La controversia sul nucleare nei blog italiani

di Matteo Borsacchi

network-dettaglioCome è stato accolto dalla blogosfera italiana il rilancio dell’energia nucleare? Quali sono i temi e i soggetti che hanno richiamato più attenzione, stimolando gli internauti a pubblicare le proprie posizioni? E’ possibile ricavare dei percorsi cognitivi ed emotivi ricorrenti nelle maglie della conversazione più o meno spontanea che avviene sul web?

Per indagare le reazioni dei blogger abbiamo raccolto tra maggio del 2008 e febbraio di quest’anno circa 19000 post che contenevano la parola “nucleare”.

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Misurare il mood, detto malamente sentiment

di Enrico Pozzi

Uno nuovo spettro si aggira per le stanze dei comunicatori italiani: l’idea che sia possibile misurare in modo automatizzato lo stato d’animo, le opinioni e gli atteggiamenti presenti nei media classici e nei new media, nei social network, nella conversazione sociale.
Diciamolo subito e brutalmente: allo stato attuale questa idea è nel migliore dei casi una pretesa avventata, nel peggiore una bufala.

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Una volta si chiamavano trust media

di Stefano Vitta

La struttura orizzontale P2P dei social media si basa, almeno nella prima e decisiva cerchia di contatti, sul legame di fiducia che esiste tra un utente e l’altro. Oggi il termine trust media si usa meno in quanto è più semplice contare il numero degli utenti piuttosto che analizzare e spiegare il loro coefficiente di fiducia reciproco. Finché sono i media a fare questa semplificazione, la si può anche tollerare, ma quando si parla di misurazioni nel buzz marketing questa variabile deve essere presa in considerazione.

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Come comunicare le banche durante una grave crisi finanziaria?

di Vittorio Meloni

Le banche sono al centro della crisi al tempo stesso come protagoniste e come capro espiatorio.
Occorre poter comunicare in modo efficace un nuovo profilo delle istituzioni finanziarie che contribuisca a farle percepire come player positivi e risolutivi per la crisi in corso.

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Presentazione al Master in Comunicazione d’Azienda UPA-Università Ca’ Foscari, febbraio 2009

Search Engine Society

di Enrico Pozzi

searchenginesocietyI motori di ricerca non solo solo uno strumento. Essi costruiscono in misura crescente la realtà per molti di noi, strutturano risultati, modalità e sintassi dei nostri processi cognitivi, organizzano le gerarchie decisionali ed emotive di segmenti estesi del nostro mondo, assumono sempre più identità e funzioni sciamaniche all’insegna di quell’entità orfico-pitagorica chiamata Algoritmo.

Le implicazioni, i paradossi e le conseguenze di questo fatto non hanno interessato molto finora gli scienziati sociali. Il bel libro di Halavais è perciò particolarmente importante. In modo lucido e piano, ci fa muovere lungo la apparente neutralità dei motori di ricerca. Emergono dinamiche, processi e trasformazioni che investono anche valori e aspetti fondamentali delle nostre società, comprese le forme democratiche e la visibilità digitale delle minoranze di ogni genere, se l’Algoritmo non gliela concede. Da leggere. E da leggere anche altri volumi della stessa collana (ci torneremo).

Alexander Halavais, Search Engine Society, Polity Press, Cambridge (UK) 2009

Planet Google

di Enrico Pozzi

planetgoogleSemplice, chiaro, racconta con molti dettagli utili, descrive con humour. Molta informazione, poca apocalisse. Può dispiacere ad alcuni, ma funziona bene. Il miglior libro su Google che ho letto finora. L’autore insegna all’Università di San Jose (California) e ha una rubrica fissa sul New York Times.

Randall Stross, Planet Google. How One Company is Transforming Our Lives, Simon&Schuster, New York 2008

Txtng. the gr8 db8

di Enrico Pozzi

txtng-david-crystal2Un’altra analisi serena, lieve e antiapocalittica. Questa volta l’oggetto è il linguaggio del ‘messaggiare’, le sue strategie grammaticali e sintattiche, il suo assalto al significante in nome del significato, il recupero di un diverso equilibrio tra suono e parola scritta, il ritorno ad una ellitticità liberatoria sia della frase che della parola, la demolizione del bello scrivere. Si salverà l’inglese? Ovviamente sì, risponde l’autore, mentre cita con humour tutti quelli che dell’inglese stanno suonando il canto di morte in nome del buon vecchio inglese della regina. Utile elenco delle abbreviazioni testuali in uso in altre lingue, italiano incluso. Divertente, con qualche brivido. Segnala un problema da seguire con attenzione crescente, anche perché impatta su tutti i progetti di web semantico, di analisi automatica delle conversazioni sociali ecc.

David Crystal, Txtng. the gr8 db8, Oxford University Press, Oxford 2008