La controversia sul nucleare nei blog italiani

di Matteo Borsacchi

network-dettaglioCome è stato accolto dalla blogosfera italiana il rilancio dell’energia nucleare? Quali sono i temi e i soggetti che hanno richiamato più attenzione, stimolando gli internauti a pubblicare le proprie posizioni? E’ possibile ricavare dei percorsi cognitivi ed emotivi ricorrenti nelle maglie della conversazione più o meno spontanea che avviene sul web?

Per indagare le reazioni dei blogger abbiamo raccolto tra maggio del 2008 e febbraio di quest’anno circa 19000 post che contenevano la parola “nucleare”.

Da questi abbiamo estratto un campione casuale di 1/3 del totale ed eliminato gli articoli con visibilità marginale (Google PRtm inferiore a 2) o fuori argomento. L’analisi si è quindi svolta su un campione rappresentativo di 1373 unità.

L’attività dei blogger nei mesi.

La prolificità dei blogger si mantiene elevata per tutto il periodo considerato, ma emergono picchi di attività significativi in corrispondenza di tre eventi:

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Fig. 1 – Post per mese

1. Estate 2008: notizie di incidenti e fughe radioattive in vari paesi, tra cui le vicine Francia e Slovenia. In questo periodo la sicurezza delle centrali è la preoccupazione principale: gli oppositori del nucleare non si limitano ad agitare lo spettro di Chernobyl, ma alimentano il rimbalzo periodico degli allarmi e delle crisi.

2. Novembre 2008: l’elezione di Obama e il nuovo piano energetico annunciato dall’amministrazione USA rilanciano il fronte delle rinnovabili. Col sostegno di Legambiente e Beppe Grillo spuntano ovunque nel web (e contemporaneamente sul territorio) i “siti denuclearizzati”. Le comunità locali vengono massicciamente invitate a rifiutarsi di ospitare gli impianti.

3. Febbraio 2009: L’accordo Berlusconi/Sarkozy sul nucleare provoca l’ultima escalation di post. La Francia e i suoi reattori EPR sono il bersaglio delle critiche e dell’atteggiamento diffidente della maggioranza.

Pro o contro il nucleare?

La valutazione del nucleare che prevale nel web 2.0 è nettamente negativa:

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Fig. 2 – Valutazione per mese

Gli argomenti più critici sono la sicurezza, la gestione dei rifiuti e l’alternativa sicura e pulita rappresentata dalle fonti rinnovabili. Tra queste l’energia solare è l’antagonista per eccellenza del nucleare. L’immagine naturale e rassicurante del sole viene contrapposta alla minaccia invisibile e industriale rappresentata dall’atomo. Il nucleare è percepito come una sostanza che contamina in maniera profonda e indelebile i corpi e i territori, una minaccia costante di annientamento totale, una risorsa scarsa e costosa non meno del petrolio.

Le posizioni tendono ad estremizzarsi anche sul versante opposto. Per molti fautori del nucleare gli incidenti estivi o meglio “eventi inusuali”, tutti di lieve entità e rapidamente rientrati, dimostrerebbero piuttosto la maturità raggiunta dai sistemi di sicurezza. Il fatto di essere circondati da centrali limitrofe non permette comunque agli italiani di sentirsi al riparo da eventuali disastri e le fonti rinnovabili non possono coprire a breve quote significative del fabbisogno energetico.
Per tutti questi motivi il ritorno al nucleare assume i caratteri di un bisogno urgente e di una scelta inderogabile, mentre il “memorandum of understanding” siglato a febbraio da Enel ed EDF non soddisfa le aspettative dei più determinati, convinti di assistere ad un inconcludente tamtam mediatico.

Come cambiano gli argomenti nel tempo?

Osserviamo la diversa rilevanza degli argomenti nei mesi: col tempo il dibattito tende verso una maggiore complessità e stratificazione tematica:

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Fig. 3 – Argomenti per mese

Da una situazione iniziale in cui dominano i temi della sicurezza, dei rifiuti e delle rinnovabili vediamo emergere tutta una serie di problematiche legate alla messa in pratica di un eventuale piano nucleare, in particolare i costi, la localizzazione degli impianti, gli aspetti legislativi e le tecnologie da impiegare. L’atteggiamento è più concreto e ancorato alla realtà.

Chi sono gli stakeholder del nucleare?

Valutiamo ora la visibilità e la qualità della visibilità dei diversi stakeholder del nucleare:

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Fig. 4 – Valutazione degli stakeholder

I soggetti politici e in particolare il Governo vengono percepiti come i protagonisti, i massimi fautori e i principali interessati al ritorno al nucleare.
Le valutazioni nei loro confronti sono le più negative: la sfiducia verso la classe dirigente, accusata di agire per interesse personale, è sostenuta da un orientamento ideologico piuttosto ostile e accompagnata dalla visione di un’Italia impreparata a sostenere sforzi economici e gestire problematiche ambientali legate ad un nucleare di cui la blogosfera non avverte la necessità.

Le associazioni e gli esperti, in particolare quelli sfavorevoli al nucleare come Legambiente, Greenpeace, Carlo Rubbia e Jeremy Rifkin, sono i soggetti che godono maggiormente della simpatia dei blogger.

Le aziende si classificano solo al quarto posto, e dunque non sono riconosciute come protagoniste primarie: la percezione economico-industriale del nucleare è bassa e sembra collegarsi ad una tonalità luddista che traspare spesso nei post. Il nucleare è in primo luogo un problema politico. Questa relativa indifferenza si traduce in un atteggiamento non troppo aggressivo.

Gli organismi internazionali e le autorità religiose svolgono un ruolo marginale; in particolare le posizioni favorevoli espresse dalla Chiesa Cattolica suscitano reazioni sprezzanti.

Le reti della blogosfera sul nucleare

I link presenti negli articoli ci hanno dato reti di amicizia e di diffusione del tema del nucleare tra i blogger. Ad un primo insieme di 8587 domini web abbiamo applicato una soglia di 10 link in entrata, ottenendo i 379 siti più popolari del campione: vediamoli disposti in un network a cerchi concentrici, in cui i nodi più popolari sono quelli più vicini al centro.

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Fig. 5 – Network dei blog

Il grafico permette di comprendere l’importanza strutturale di un network di blog, nel nostro caso Blogosfere.it, che occupa la parte inferiore dello schema. Le reti di rimandi interne al network, dove blog anche di argomenti diversi linkano agli altri affiliati, regalano una maggiore visibilità a blog come Petrolio, EcoAlfabeta e Crisis, nonostante la loro posizione periferica rispetto all’intero campione.

Per permettere una visualizzazione più chiara, abbiamo estratto poi un sottoinsieme di 47 domini che presentavano un minimo di 15 link in entrata.

nucl_netautorevFig. 6 – Network dei blog più autorevoli

Il network ridotto permette uno sguardo ravvicinato ai principali stakeholders e alle fonti del discorso sul nucleare nel web 2.0. La posizione centrale è occupata dalle piattaforme di blogging (in arancione nel grafico), mentre tra le fonti di notizie (in verde) spiccano prevedibilimente le versioni online dei principali quotidiani cartacei, ma anche Wikipedia e il sito di Greenpeace. Acquistano rilievo gli aggregatori di blog come BlogItalia, OkNotizie e Wikio (in blu) mentre, oltre al network di Blogosfere, i blog (in giallo) più linkati sono quello di Beppe Grillo e VoglioScendere di Corrias, Gomez e Travaglio, notoriamente sfavorevoli al nucleare e alle scelte del Governo.

Proviamo ad isolare infine il network dei blog che esprimono posizioni favorevoli al nucleare:

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Fig. 7 – Network dei blog favorevoli

Qui i numeri sono più esigui, ed è possibile visualizzare dei risultati significativi solo abbassando la soglia a 3 link in entrata. Emergono così alcuni blog e fonti di informazione di riferimento per i sostenitori dell’atomo: i blog manifestano tutti una vocazione ideologica liberal o liberista, mentre le fonti giornalistiche sono quelle vicine ai partiti di Governo, oppure associazioni di economisti come l’Istituto Bruno Leoni e NoisefromAmerika.

Alcune riflessioni conclusive:

  • il dibattito tra i blogger, polarizzato all’inizio su posizioni rigidamente simmetriche, evolve verso una ridefinizione più matura e complessa della questione nucleare.
  • a dispetto del loro ruolo centrale le aziende non riescono a guadagnarsi sul web 2.0 un’immagine di player di primo piano nel rilancio del nucleare.
  • non esistono siti o personaggi di rilievo che sappiano coagulare e convogliare le posizioni favorevoli al nucleare, che spesso rimangono isolate.

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