Dilettanti.com

dilettantidi Matteo Borsacchi

Quando uscì nel 2007 The Cult of the Amateur. How Today’s Internet is Killing Our Culture di Andrew Keen suscitò sdegno e irritazione in non pochi apostoli del social web. Ora che DeAgostini ne ha pubblicato la versione italiana, sarà interessante vedere se reazioni simili rimbalzeranno nella nostra blogosfera.

La storia vuole che Keen, pioniere del web dal 1995 e amico del guru Tim O’Reilly, proprio durante un incontro organizzato da quest’ultimo abbia deciso di voltare le spalle agli “integrati” del web 2.0 e abbracciare la causa apocalittica.
Così un paio di anni fa, mentre in tutti i barcamp si brindava alla rivoluzione voltapagina di Internet, questo rinnegato della prima ora cominciò a inveire su utenti di blog, Youtube e p2p e a lanciar loro le accuse di dilettantismo, plagio, pirateria, autoricidio, in sintesi di attentare alla vita dell’industria culturale per trasformarla in un brusio cacofonico.

Immaginate la lunga arringa di un avvocato del diavolo (rappresentato in questo caso dalla casta dei giornalisti, quella televisiva, cinematografica e discografica) in causa con la blogosfera, la coda lunga e il download illegale.

Gli amateurs descritti da Keen vedono nei professionisti dell’informazione/spettacolo talvolta dei vampiri, talvolta dei pachidermi agonizzanti, ma se e quando si troveranno a prendere il loro posto potremmo correre il rischio di ritrovarci senza più scoop, nè star, nè hit e blockbuster vari. Forse allora, con gli occhi e le orecchie esauste per il millesimo commento al commento del blog, per il resoconto quotidiano del pallido nerd in webcam e il nuovissimo remix di 18 minuti prodotto dal nostro amico di Myspace, potremmo risentirci della loro scomparsa e cercare di additare dei colpevoli.

Andrew Keen, Dilettanti.com. Come la rivoluzione del Web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia, DeAgostini, 2009, 15€

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