di Matteo Borsacchi
Morgan Stanley ha pubblicato un nuovo report sulle abitudini mediatiche dei teenager, ma stavolta niente panel nè sondaggi. Gli analisti europei della holding hanno scelto una metodologia iper qualitativa e ‘etnografica’: hanno cercato il classico “informatore”, hanno reclutato un quindicenne qualunque da un liceo inglese e gli hanno chiesto di descrivere che uso fanno dei diversi media lui e i suoi coetanei. Il riuscito mix di arguzia e spontaneità ha provocato reazioni entusiaste e congratulazioni dai CEO di tutto il mondo, superando di 5 o 6 volte, stando alle dichiarazioni di un portavoce di Morgan Stanley, i feedback provocati dai loro studi tradizionali.
La vicenda non si ferma qui: un blogger di Metrica, società impegnata sul fronte dei social media e della misurazione delle PR, ha pensato di confrontare le proprie abitudini con quelle emerse dallo studio, per capire cosa separa la dieta mediatica di un trentenne come lui da quella delle generazioni emergenti. Per finire ha sistematizzato le sue riflessioni in un’efficace tabella, che riportiamo qui tradotta in italiano come stimolo per riflessioni e per indagini simili.
Questo esempio non scredita certo gli sforzi tesi alla ricerca di dati più affidabili e rappresentativi, ma permette di capire che ‘misurare’ significa tante cose diverse, e a volte le meno accreditate forse non sono rigorose ma fanno venire tante idee…
Tabella
|
Media |
Quindicenne |
Trentenne |
|---|---|---|
| Radio | Radio tradizionale sostituita da siti di streaming | Radio tradizionale sostituita da podcast di trasmissioni tradizionali e siti di streaming |
| Tv | Vede pochi programmi tv tradizionali
Sceglie i servizi in base al costo Preferisce lo streaming Evita caldamente la pubblicità |
Vede diversi programmi tv tradizionali
Sceglie i servizi in base alla qualità Fa un uso moderato dello streaming Evita caldamente la pubblicità |
| Giornali | Stampa sostituita del tutto da contenuti online
Non vuole pagare i contenuti |
Stampa sostituita del tutto da contenuti online
Non vuole pagare i contenuti |
| Internet | Social network con enfasi sull’amicizia | Uso massiccio di vari social network con enfasi su amicizia e business |
| Videogiochi | Sceglie in base al costo (Wii e Xbox) | Sceglie in base alla qualità (PS3) |
| Directories | Sostituite dai motori di ricerca | Sostituite dai motori di ricerca |
| Viral Marketing | Appoggia e preferisce il viral marketing
Scetticismo nei confronti della pubblicità tradizionale |
Evita caldamente la pubblicità ma apprezza la creatività |
| Musica | Enfasi sul costo, preferibilmente gratuito
Uso frequente di streaming su diverse piattaforme, download legale e illegale |
Possiede copie originali e trasferisce i dati su varie piattaforme (MacBook, Mp3, iPhone, ecc) |
| Cinema | Consumo frequente, il costo è un fattore chiave | Consumo occasionale, tempo e qualità sono fattori chiave |
| Apparecchi elettronici | Cellulari a basso costo utilizzati per tutti gli scopi | Apparecchi costosi e differenziati in base all’uso personale o professionale |
Cosa emerge da queste riflessioni spontanee?
Il trentenne sembra condividere l’alfabetizzazione digitale dei più giovani, ma reinventa l’utilizzo dei social media per scopi professionali; il suo reddito gli permette di privilegiare la qualità piuttosto che il costo; elabora infine compromessi complessi tra il vecchio e il nuovo come il consumo di contenuti tradizionali attraverso tecnologie streaming.
Poche sorprese, ma una di rilievo: il viral marketing sembra conquistare gli adolescenti, ma non supera le barriere di scetticismo degli adulti più disillusi. Varrebbe la pena verificare quest’ultima indicazione con studi più affidabili e rappresentativi.
