Fidarsi della parola di un testimonial è problematico almeno quanto stare a sentire i giuramenti del proverbiale mentitore cretese.
Eppure il patto tra il consumatore/spettatore e i media finanziati dalla pubblicità ha funzionato per decenni e muove tuttora grandi somme. E ancora sembra verificarsi il contagio di credibilità tra l’ʽapostoloʾ spesso improvvisato e il brand o il prodotto reclamizzato.
Oggi che l’affermazione del passaparola online e offline tende a superare i media tradizionali come fonte privilegiata per le decisioni d’acquisto, la voce del testimonial viene pesata sulla base di valori inediti in questo campo, in primo luogo la trasparenza e la spontaneità del consiglio.
Questo libro ci dà un excursus storico nella figura del testimonial televisivo, da Calimero alla particella di sodio, da Mina a Valentino Rossi. Il risultato è un’angolazione originale e godibile sulla nostra storia recente. Ma è anche lo svelamento delle strategie più o meno consapevoli attraverso cui il linguaggio televisivo scavalca l’esplicitazione della disclosure dispiegando la potenza incantatoria sua e delle sue star.
Alessandro Aquilio, Parola di Testimonial. Il testimonial nel panorama pubblicitario tra anima commerciale e non profit, Lupetti, 2009, 238 pp.
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