Youtube

youtubeDopo l’esplosione di utenti di Facebook (ma qualcuno ha visto contenuti?) e quella (almeno in Italia ancora solo annunciata) di Twitter, negli ultimi tempi non si parla granchè del servizio di condivisione video più diffuso al mondo. Eppure gran parte degli update su Facebook sono solo embed di Youtube, e se si contano le code di commenti ai video più popolari le cifre fanno impallidire i gruppi e le liste più nutriti (una curiosità per inciso: il video più commentato in assoluto si chiama 10 questions that every intelligent Christian must answer. I tentativi di risposta sono circa 820.000…)

Del resto molta cronaca è passata per il tubo e molte volte ormai il tubo è entrato nella cronaca, anche in Italia: il cyberbullismo e i video sexy delle minorenni, le corse in moto a 200 all’ora e il gol impossibile del viral Nike, l’acquisto da parte di Google e la causa milionaria con Mediaset, le fontane esplosive di Mentos e Coca-cola e i cellulari che friggono le uova o i pop-corn, le scie chimiche…

Molti comunicatori hanno imparato a conoscerne le potenzialità per il viral marketing ma anche a temerne gli umori incontrollabili, basti pensare alla gaffe di “Napoletone” Luciani: lo strafalcione storico pronunciato da un maxidirigente durante un discorso di motivazione aziendale è stato impietosamente ripreso e diffuso, poi censurato, salvo risorgere e proliferare in decine di repliche e commenti tra l’indignato e il divertito.

Questo libro fornisce perciò elementi utilissimi di preparazione sia a chi sta per intraprendere la professione di comunicatore, sia a chi la esercita da anni. Soprattutto permette di farsi un’idea dei vari pubblici e dei diversi usi a cui il medium si presta: dalla promozione di un brand o di sè stessi alla condivisione disinteressata di soluzioni o semplici emozioni, dalla spensieratezza dei video amatoriali all’impegno dei video di protesta e di attivismo politico.

Di fronte alle potenzialità impressionanti di questo come di altri mezzi, rattrista il dover constatare l’uso limitato che il largo pubblico ancora tende a farne. Questo mezzo straordinario si riduce spesso a una semplice cassa di risonanza per i programmi della televisione mainstream, che si mostra indignata e agguerrita per le violazioni di copyright subite ma al contempo si guadagna una visibilità duplicata per le sue trasmissioni.

Jean Burgess, Joshua Green, Youtube, Egea, 2009, 162 pp.

1 Commento

  1. Libro interessante. Finito di leggere proprio ieri. Finalmente un’analisi della popolazione e dei comportamenti degli YouTuber. Aggiungo un’informazione di servizio, se me lo permettete, su dove acquistare il libro, per chi fosse interessato http://www.egeaonline.it/ITA/Catalogo/Scheda_prodotto.aspx?ISBN=9788823832497

    Jenny — dicembre 1st, 2009, 18:56

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