Poveri ma ricchi: ‘Poverghesia’, passaparola e il ritorno in auge del baratto

Il massimo è avere un orto da curare, andare in vacanza dove ti consiglia un amico e occuparsi dei nipoti per un fine settimana, barattando il servizio con una magnifica cena. Niente di complicato, insomma. Tutto questo è sugli scudi qui e ora. Si parla di ‘Poverghesia’, passaparola e di ritorno in auge del baratto.

Mentre la complessità regna sovrana, tornano alla ribalta e spesso risultano vincenti stili di vita frugali e schemi semplici ed efficaci. E così tra le tendenze segnalate spicca la ‘poverghesia’, la borghesia benestante che mira ad apparire povera. A sistemi complessi di comunicazione si accompagna la vittoria in molti casi del passaparola. In molte situazioni si accredita sempre più il baratto, lo scambio di beni e servizi. Insomma, in tempo di crisi si preferisce fare scelte improntate alla frugalità ed è tutto talmente complicato che fa premio il consiglio di un amico per scegliere che cosa comprare o dove andare in vacanza. Ma andiamo per gradi.

‘Poverghesia’. Chi non ha presente Michelle Obama che usa la vanga nell’orto della Casa Bianca? L’immagine ha fatto il giro del mondo. E la Regina Elisabetta non è arrivata a lavorare con le sue mani la terra, ma ha comunque deciso di inaugurare un suo orto bilogico. Piccoli tasselli di quanto va per la maggiore.

Michelle Obama

Fig. 1 – Michelle Obama nei giardini della Casa Bianca ha da mesi piantato un orto biologico

Ero stata conquistata dai servizi che parlavano della rivincita sul lusso e l’apparenza di uno stile di vita basato su consumi contenuti e uno stile senza troppi fronzoli. Indici di questo neo-frugalesimo: niente fuoristrada, l’orto di casa, l’abito casual e i mestieri creativi. Tra gli altri, mi era molto piaciuto il pezzo di Enrico Franceschini L’Inghilterra scopre la ‘poverghesia’, va in archivio l’età dell’apparenza, uscito a metà giugno sul quotidiano Repubblica. Franceschini, corrispondente da Londra, chiarisce che si parla di “’poorgeoisie’, fusione di due parole: ‘poor’ (povera) e ‘bourgeoisie’ (borghesia)”. Nel suo articolo aggiunge che: “Ad annunciare l’arrivo della poverghesia è il quotidiano Guardian di Londra, incalzato dal Financial Times. Ma è una moda, anzi una classe sociale, che viene da lontano: dagli Stati uniti, per la precisione dalla costa del Pacifico, San Francisco, Portland e Seattle, ossia dalla terra dei nuovi ricchi dell’economia digitale, l’angolo del pianeta in cui nascono tante idee, trend e prodotti destinati a conquistare il mondo”.

Faccio un giro in rete e trovo ricco materiale sul tema. Spiegazioni precise su che cosa si deve intendere per ‘poorgeoisie’; su come si riconoscono i poverghesi e su che cosa fanno.

poorgeoisie

Fig. 2 – The poorgeoisie. Illustration: Steve Caplin Photograph: Steve Caplin/Guardian

Il centro di diffusione della tendenza ‘poveri ma ricchi’ è dunque in UK e soprattutto in USA. E pare sia un fenomeno soprattutto congiunturale. Almeno a sentire l’opinione dei sociologhi, come per esempio Vanni Codeluppi. Appena il quadro migliorerà, si preferirà tornare a far vedere di essere benestanti. Certo, se l’orto ci ha conquistati è probabile che si continui a produrre insalate, carote e qualche zucchina. E si consiglierà anche agli amici di farsene uno. Poi magari si ha un blog, si comincia a scrivere di orti e il salto verso un passaparola più strutturato è presto fatto.

Poveri ma ricchi i poverghesi. Poveri e semplici come struttura il passaparola e il baratto. Ma ricchi ed efficaci nei risultati.

Passaparola. Più vengono costruiti complessi meccanismi per conquistare le nostre scelte, più alla fine è facile che il semplice buon vecchio consiglio di un amico ci tocchi da vicino.

E così per esempio due ricerche mettono in evidenzia che nella scelta della banca il passaparola ha un peso notevole. Dall’indagine Le banche e la valorizzazione della reputazione nei confronti della clientela retail, che l’ABI ha messo a punto con l’Università di Parma, emerge che per scegliere contano stampa e tv ma soprattutto il passaparola. Chi ha un conto corrente dà peso soprattutto all’esperienza diretta e personale. Niente ha più peso. Per chi invece non ha ancora un rapporto con la banca fa premio il passaparola, ma subito dopo l’immagine e le notizie riportate dalla stampa e dalla tv.

Una seconda ricerca guarda invece alle scelte degli immigrati. Secondo la ricerca ABI-CeSPI Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati scelgono la banca con il passaparola sulla convenienza delle condizioni e sulla qualità del servizio 6 immigrati su 10. È proprio il passaparola il canale principale di accesso ai servizi bancari (58%), un suo peso ha anche il ruolo delle associazioni di connazionali (13%), mentre solo per alcuni (5%) la banca era già conosciuta nel Paese d’origine.

Insomma per decisioni importanti persone molto diverse sono conquistate dal passaparola.

Baratto. È davvero molto in voga in questo momento. Si va dalle Banche del Tempo, agli scambi, alle ‘reti immateriali’. L’Ansa da New York riporta che: “Il baratto torna in voga negli Usa e sul sito Craigslist raddoppiano gli annunci di chi chiede e offre beni e servizi di ogni tipo. C’e’ chi chiede tatuaggi e offre antidolorifici gratis al tatuatore, un make up artist che vuole truccare un fotografo, dietro il corrispettivo di book e cena fuori. E un imbianchino di Manhattan senza lavoro che cerca un dentista a cui serva una mano di vernice”.

In rete sono moltissimi i siti che offrono una vasta gamma di possibilità per tutti i gusti e per ogni esigenza. C’e per esempio Zero relativo, io non ho bisogno di denaro oppure Barattopoli o ancora Scambiamoci. Basta farci un salto per trovare di tutto. Anche il quotidiano Repubblica si è occupato con un approfondito servizio del tema. Tre pagine da cui risulta che un italiano su tre ha già donato il proprio tempo e che uno su due vorrebbe farlo.

zerorelativo

Fig. 3 – Zerorelativo.it

Vecchi schemi semplici ed efficaci rivitalizzati anche da internet. E dalla crisi.

Ildegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.

Questo articolo é stato pubblicato su BancaForte n. 1 2010

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1 Commento su Poveri ma ricchi: ‘Poverghesia’, passaparola e il ritorno in auge del baratto

  1. non a caso 60 milioni di questi poverghesi passano le giornate a zappare terra virtuale su Farmville, l’app del momento su Facebook. salvo poi scoprire che Zynga, la società che ha creato il format, ha fatto finire FB in tribunale per annunci ingannevoli

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