Monthly Archives: gennaio 2010

Mappare gli influencer della rete

29/01/2010 By Marta Isoni

di Vincenzo Cosenza

L’approccio delle aziende, e delle agenzie di marketing/PR, alla comunicazione in rete è ancora generalmente molto istintivo: ci si innamora di un’idea, meglio se etichettata come ‘virale’, e la si ‘spinge’ in rete, prescindendo completamente dall’ambiente che si vorrebbe la accogliesse. Si ignora che la rete è un ecosistema, un territorio, fatto di luoghi di discussione e soprattutto di persone in relazione, che va compreso e studiato, prima di avventurarsi in qualsivoglia attività di comunicazione.

Una tecnica che può essere usata efficacemente per studiare e visualizzare l’ecosistema nel quale si volesse entrare, senza alterarne gli equilibri e ottenere un effetto negativo, è quella della Social Network Analysis. La SNA permette di far emergere i nodi centrali (hub) di un certo sistema di relazioni, ma anche i soggetti ponte (bridge) che rendono possibile la comunicazione tra due sotto reti (clique) distanti.

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Berlusconi ferito e il lessico di YouTube

28/01/2010 By Matteo Borsacchi

di Matteo Borsacchi

L’attacco del 13 dicembre al Presidente del Consiglio ha scatenato critiche e dubbi intorno all’aggressività veicolata dal web.

Le generalizzazioni hanno ignorato spesso sia le differenze tra piattaforme di comunicazione (blog, forum, social network ecc), che quelle tra policy, scelte editoriali e di amministrazione all’interno di piattaforme simili.

Abbiamo esplorato il tema della violenza verbale sull’episodio Berlusconi all’interno di un canale specifico: Youtube Italia. Questo canale è caratterizzato da una diffusione ampia e da una modalità di interazione (anonima, interamente user generated) che lo rendono particolarmente significativo per capire cosa accade tra gli utenti Internet italiani.

Questa forte significatività del canale obbliga però anche alla prudenza interpretativa. I risultati dell’analisi valgono solo per un ristretto bacino di utenza (prevalentemente giovani) e riflettono le condizioni particolari del dibattito: nessuna responsabilità legale per i contenuti inseriti, nessun contatto diretto con gli altri utenti né possibilità di essere riconosciuti.

Il campione di 7000 commenti è stato raccolto dai video più visti nelle 24 ore successive all’accaduto. Il corpus è stato poi analizzato per scoprire le parole più frequenti e le loro relazioni di vicinanza. Il risultato è un network semantico in cui la grandezza dei nodi corrisponde alla frequenza delle parole e il numero sugli archi a quante volte vengono associate l’una all’altra.

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Fig.1 – Berlusconi ferito, network semantico

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Un giorno ne varrà due. Anche home banking e call center ci cambiano la vita. Che risulterà raddoppiata.

28/01/2010 By la redazione

“Vivere senza staccare mai la linea vorrà dire vivere due volte. Certamente tra cinque anni, ma già oggi ogni giorno conta per uno e mezzo”. Lo scrive Ildegarda Ferraro in un articolo comparso sulla rivista Bancaria n.10 del 2009. I consumi in genere e quelli mediatici in particolar modo sono fortemente influenzati dal tempo che abbiamo a disposizione; tuttavia i nuovi media accelerano le nostre attività e allungano le nostre giornate, permettendo di ricavare nuovi spazi e riducendo la portata di queste limitazioni. Ecco l’articolo.

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Fig. 1 – Harold Lloyd appeso a un orologio

Le nostre giornate sono già di 36 ore e non di sole 24. Lo rileva l’ultima ricerca Cisco Visual Networking Index (VNI) 2008-2013. Tra cinque anni potremo contare ogni giorno su 48 ore se continueremo a vivere e a lavorare connessi on line. In linea con questa prospettiva tutto quanto si registra nell’home banking e nei call center bancari, come rivelano alcune indagini dell’ABI.

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Stefano Vitta, Mirko Pallera e Andrea Febbraio alla presentazione di WOMMI

26/01/2010 By Marta Isoni

La presentazione di WOMMI, l’associazione italiana dei professionisti del marketing tramite passaparola, è stata un’occasione di confronto tra differenti realtà professionali che ruotano intorno alla comunicazione.
Hanno parlato giornalisti, professori, dirigenti, blogger, professionisti del web 2.0, e ognuno ha toccato aspetti diversi ma significativi del passaparola e dei cambiamenti in atto nel communication mix.

Ecco tre estratti con alcuni dei momenti più significativi della discussione.

Stefano Vitta suggerisce di ripensare il rapporto tra azienda e cliente alla luce delle trasformazioni introdotte dai media partecipativi, in direzione di nuovi valori da condividere e di nuove modalità di condivisione.


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Premio “passo falso 2009″ nella misurazione

25/01/2010 By Matteo Borsacchi

E’ quello che ha deciso di consegnare sul suo blog Alan Chumley, professione measurement PRoponent PRomulgator & consultant, all’agenzia canadese Influence Communication.

Circoscrivendo di gran lunga, come egli stesso afferma, le proprie possibilità di carriera, il blogger spiega le motivazioni del poco prestigioso riconoscimento.

Secondo Chumley Influence non è che uno dei tanti innesti frankensteiniani di aggregatori di news, analisi automatiche/semplicistiche del contenuto e deliziosi grafici a torta che ‘animano’ la concorrenza fra le web-agencies. Ordinaria amministrazione si penserà, ormai realtà del genere spuntano come funghi anche in Italia. Ma i soggetti in questione l’hanno fatta grossa, mostrando le assurdità che un’applicazione al contempo ingenua e opportunista dei propri strumenti può partorire.

L’agenzia ha monitorato per conto del Cirque du Soleil la copertura di un evento, il viaggio spaziale del fondatore del circo Guy Laliberté. Con un imponente tamtam mediatico ha poi annunciato come “il primo clown nello spazio” abbia superato di ben 23 volte per importanza sui media il tema della presenza del Canada in Afghanistan.

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Fig.1 – Guy Laliberté nello spazio

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Facebook. Tutti nel vortice

25/01/2010 By la redazione

liornifacebookIl fatto che l’ex-inviato del Grande Fratello Marco Liorni scriva un libro su Facebook e che qualcuno lo pubblichi dimostra da sè che siamo davvero TUTTI nel vortice. Perchè allora darsi la pena di leggere altre 200 pagine sul tema?
Forse qualcuno si sorprenderà che per gli amici Facebook si dice Feisbuk, che può provocare la FAB (Facebook Addiction Disorder) o che possono insorgere problemi di privacy e furti d’identità, tutte questioni nuove e interessanti per chi negli ultimi 3 anni ha vissuto in una camera iperbarica, oppure nella casa della famosa trasmissione televisiva.
A qualcun’altro invece potrebbe venire in mente un parallelo tra FB e GF, sia per la rilevanza dei due fenomeni mediatici che per le derive a cui possono condurre: la spettacolarizzazione del quotidiano e della mediocrità, la competizione basata sui rapporti sociali, passare la vita chiusi in casa…

Marco Liorni, Facebook. Tutti nel vortice, Curcio, 2009, 208 pp.

Negri, froci, giudei & co.

24/01/2010 By Matteo Borsacchi

stella-negri-frociSe vogliamo misurare realisticamente la diffusione dell’odio xenofobo sui media è meglio abbandonare il terreno soft (anche se non ancora idilliaco) della stampa e dei blog per avventurarci sui forum e tra i commenti di Youtube: qui il mordi e fuggi anonimo garantisce una libertà di espressione ben più rappresentativa degli stereotipi condivisi, ma anche più inquietante.
Prendendo come esempio l’atteggiamento verso l’omosessualità, non è raro imbattersi nella reiterazione di formule come “castrazione chimica per i gay”, “al rogo”, o l’onnipresente “fate schifo”.

Senza scomodare il web 2.0, l’autore de La casta prende spunto e titolo da una scritta che può leggersi sui muri di tante città italiane («Andate tutti a ‘fanculo: negri, froci, giudei & co.!») per ricostruire un’attualità che non rispecchia le speranze di Obama & co., ma si nutre piuttosto di bullismi e pulizie etniche, ideologie ispirate al mito dell’ombelico del mondo e un “etnocentrismo esasperato e ridicolo”.

All’origine della rappresentazione fobica dell’altro l’autore rintraccia l’idea dell’essere “al centro del mondo”, eletti, puri, che permea a suo avviso ogni costruzione dell’identità collettiva con pretese di forza assoluta e durata eterna.
Ci ripromettiamo di indagare queste conclusioni in uno studio ad hoc sugli ipertesti citati.

Gian Antonio Stella, Negri, froci, giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro, Rizzoli, 2009, 331 pp.

VIII Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione

23/01/2010 By Matteo Borsacchi

censisNessun gioco a somma zero per la crescita dei media: l’Ottavo Rapporto Censis/Ucsi sulla Comunicazione definisce il decennio appena concluso quello della moltiplicazione e integrazione dei media, e dell’espansione del loro impiego.

Rispetto al 2001 la tv raggiunge ormai la quasi totalità degli italiani (il 97,8%, +2% rispetto al 2001) e Internet la metà (47%, +26,9%). In crescita anche cellulari, radio, quotidiani e libri.

Due fenomeni degli ultimi anni, il calo di lettura dei quotidiani (-12,2% rispetto al 2007) e l’aumento dell’estraneità ai mezzi stampa (39,3%, +5,4% rispettto al 2006) in particolar modo fra i giovani (+10%), autorizzano a parlare di press divide, che controbilancia l’attenuarsi del digital divide (diminuzione estraneità a Internet -19,7%).

Rispetto al 2007 aumenta invece l’uso dei cellulari, ma solo per le funzioni base (+21,7%), mentre gli smartphone calano del 15,8% e i videofonini del 7,2%.

Sia per il calo degli smartphone che per quello della carta stampata vanno considerati gli effetti della crisi in corso, che penalizza i servizi a pagamento e in particolar modo i più costosi. Non è stata invece colpita la tv digitale che, grazie allo switch over del segnale analogico e al successo dei nuovi servizi, ha registrato un aumento di diffusione sia per il satellitare (+7,9%) che per il terrestre (+14,6%).