Misurare il mood in maniera automatica? Meglio lanciare una moneta

È meglio giocare a “testa o croce” che affidarsi alla misurazione automatica del mood (detto malamente sentiment) quando si tratta di misurare un brand sui social media.

Questa l’opinione di FreshMinds, società americana di consulenza che ha comparato i tool più diffusi nel riconoscimento automatico del mood (Alterian, Biz360, Brandwatch, Nielsen, Radian6, Scoutlabs e Sysomo) all’interpretazione umana nell’analisi dei commenti che parlano di Sturbucks sui social media.

Superficialmente questi strumenti sembrano validi perché identificano correttamente tra il 60% e l’80% delle citazioni positive, negative o neutre di un brand.

Tuttavia c’è qualcosa che falsa questi dati. I commenti analizzati sono per l’80% di natura neutrale e i tool di monitoraggio non hanno difetti nell’analizzarli. Il problema si presenta sul restante 20%, i commenti positivi e negativi, che per un’azienda sono anche quelli di maggior interesse.

In queste misurazioni gli strumenti mostrano tutti i loro limiti, perché i commenti sono interpretati correttamente soltanto nel 30% dei casi. Quindi è meglio lanciare una moneta e affidarsi al caso. Almeno si ha il 50% di possibilità che l’interpretazione dei dati sia corretta.

FreshMinds sottolinea che il mood negativo è misurato peggio di quello positivo: ci sono ancora dei grandi problemi nella valutazione dei doppi sensi e delle frasi ironiche. Per ottenere un valore più veritiero possibile nella misurazione del mood sui social media è quindi indispensabile l’interpretazione umana.

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