Threatened Voices: misurare la libertà dei bloggers

di Marta Isoni

L’avvento di Internet e del Web 2.0 aveva creato una nuova speranza di libertà d’espressione ma,  in questi ultimi anni, le disuguaglianze digitali non hanno fatto che riprodurre le dinamiche di esclusione del passato, marcandole e rendendole ancora più limitanti.

Da una parte, “l’effetto San Matteo” (…a chi ha verrà dato, in modo che abbia ancor più in abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che sembra avere…), legato alle reali possibilità di accesso e utilizzo di Internet, dall’altra la battaglia iniziata da alcuni paesi contro i bloggers che avevano il coraggio di esprimere  idee troppo “libere e democratiche”.

Nasce per questo motivo Threatened Voices – Tracking suppression of online free speech. Il sito, creato dalla  Global Voices Advocacy, attraverso Google Maps evidenzia tutti i casi di bloggers minacciati, picchiati o uccisi dal 2000 ad oggi: 234 sono i casi riconosciuti. Il sito fornisce anche un top list dei dieci paesi più inclini alla persecuzione antidemocratica con i primi tre posti occupati rispettivamente da Cina, Iran ed Egitto.

Un progetto che ha la volontà di sensibilizzare su un argomento spesso messo da parte o considerato poco interessante, ma che in realtà è un sintomo chiaro di quanto la “libertà” sul web non sia un traguardo raggiunto e da dare per scontato.

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*