Misurare il mood dei commenti. Huffington Post acquisisce Adaptive Semantics

JuLiA

Perché il blog più seguito al mondo, Huffington Post, ha messo le mani su una piccola società di analisi del mood? Per riuscire a moderare in maniera più veloce e precisa i 100.000 commenti che ogni giorno vengono pubblicati sul blog. Infatti, l’unico modo per gestire 3 milioni di commenti al mese (senza assumere 30 moderatori) è utilizzare un efficace tool automatico di analisi del linguaggio.

JuLiA, questo il nome dell’algoritmo di Adaptive Semantics, segnala gli interventi inappropriati, lo spam e il linguaggio volgare. I moderatori umani ci sono ancora: etichettano poche centinaia di commenti che poi il software analizza semanticamente, per ricavare delle “regole” da applicare a tutti gli altri commenti.

Questo tipo di processo non è dato una volta per tutte, ma è in continua evoluzione: in pratica JuLiA è un sistema di comprensione adattiva del linguaggio, in grado di imparare ad ogni nuova analisi semantica, in modo che la moderazione automatica dei commenti si affini sempre più.

Inoltre l’algoritmo di Adaptive Semantics non solo segnala gli abusi linguistici, ma è anche in grado di individuare i commentatori che sono più esperti di determinati argomenti. Si riescono così a capire quali sono i temi e i personaggi più discussi del momento, per poter intercettare e assecondare meglio i gusti dei propri utenti.

I possibili scenari futuri? Social network come Facebook e YouTube potrebbero adottare questi strumenti automatici per moderare le loro piattaforme; si potrebbero premiare gli utenti più attivi su determinati argomenti e che allo stesso tempo scrivono commenti pertinenti (ad esempio attraverso un sistema di riconoscimento che segnala l’utente come “il commentatore che ne sa di più di tecnologia”, ecc).

[fonte: TechCrunch]

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