Monthly Archives: luglio 2010

YouTube miner™ 12-25 luglio: Mafia, Antennagate e Fiat 500 Diesel Disconnect

28/07/2010 By Matteo Borsacchi

Nella seconda metà di luglio il tema principale delle notizie su YouTube è l’intreccio di mafia e politica. La sezione “Scienze e tecnologie” si divide fra l’Antennagate di Apple e i fenomeni paranormali, mentre in “Auto e veicoli” riscuote un buon successo la campagna Fiat.

NOTIZIE E POLITICA

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Persone Temi
Berlusconi, Borsellino, Mangano, Falcone, le ragazze di Ostia, Madalina Manole Mafia, operazione antimafia in Calabria, discorso di Berlusconi al Duomo di Milano, UFO in Cina
  • La lotta alla mafia torna al centro dell’attenzione dopo gli arresti in Calabria.
  • Critiche per il discorso di Berlusconi al Duomo di Milano mentre un citizen journalist accusa di essere stato cacciato dall’evento.
  • Successo virale per il video delle ragazze “coatte” di Ostia.
  • Interesse per il suicidio della cantante folk rumena Madalina Manole e per gli avvistamenti di UFO in Cina.

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Prix Italia. Torino, 19-24 settembre 2010

28/07/2010 By Marta Isoni

Dal 19 al 24 settembre si terrà a Torino la 62^ edizione del Prix Italia, Concorso Internazionale per programmi Radio, Tv e Web. La manifestazione si articolerà in workshop, dibattiti e seminaricon la partecipazione dei professionisti del mondo della televisione, della cultura e delle politiche audiovisive.

Nella giornata del 22 settembre, a partire dalle ore 15, sarà presente Elisa Greco, Delegata nazionale alla Comunicazione Culturale, con l’intervento: Informazione e cultura nella network society. A questo incontro, voluto e promosso da Ferpi, parteciperanno esperti del settore delle relazioni pubbliche e della comunicazione d’impresa.

Un’ulteriore occasione per comprendere il legame sempre più stretto e importante tra comunicazione e cultura, con un occhio di riguardo alla fusione tra passato e futuro, tra media tradizionali e network society.

Per il calendario degli eventi completo clicca qui.

Mediamondo, come cambiano le regole comunicative quotidiane

27/07/2010 By Marta Isoni

Il Medium è il messaggio. Così sentenziava McLuhan già nel 1967, sottolineando quanto le caratteristiche del mezzo tecnologico determinino effettivamente l’incidenza e il contenuto del messaggio stesso. Concetti come spazio, potenziale e tempo della comunicazione (con l’assenza dei “tempi morti” riempiti dai social media) si modernizzano e si evolvono.

La comunicazione mediata, la quantità spropositata di contenuti condivisibili, l’omologazione e la democrazia dei nuovi media: in un mondo sempre più permeato dai media sembra impossibile staccarsi dalla morsa del 2.0, pena l’esclusione dalle strutture sociali del mondo digitale.

Da una parte le opportunità e le regole comunicative che cambiano, dall’altra la moltiplicazione dei mezzi e l’incapacità degli individui di gestire le infinite possibilità tra cui si trovano a dover scegliere.

Patrizia Rodi, attraverso questo libro, cerca di sottolineare le evoluzioni, i pro e i contro del mondo comunicativo in cui viviamo quotidianamente.

Patrizia Rodi, Mediamondo, Lupetti, 2010, 320 pp.

The Influence Project: misurare la persona più influente della Rete?

26/07/2010 By la redazione

“Sei più influente di quanto pensi”. Questa è la frase con cui Fast Company descrive il suo “The Influence Project”, iniziativa che, ad uno sguardo poco attento, promette di misurare chi conta di più online. In verità, le cose non stanno esattamente così.

Iscriversi al progetto è facile: si inseriscono le proprie generalità (nome, cognome, email e una piccola biografia – oppure più velocemente ci si collega con l’account di Facebook) si fa l’upload di una foto e si riceve un link da condividere con la propria rete di contatti.

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“Social media metrics”, il buzz è più efficace della pubblicità tradizionale

23/07/2010 By Marta Isoni

Misurare le misurazioni? Piuttosto valutare l’efficacia dell’introduzione dei social media nel mondo della comunicazione aziendale e della  pubblicità.  Social media metrics di Jim Sterne è un libro che si basa sul concetto fondamentale del marketing moderno: il buzz è più efficace della pubblicità tradizionale. Ciò che i clienti dicono sul tuo prodotto o sulla tua azienda nel mondo del web 2.0 è più influente di una campagna pubblicitaria! Incredibile? Assolutamente no.

L’importanza dell’opinione dei consumatori, non come creazione di idee dall’alto (dei media tradizionali), ma come costruzione partecipativa attraverso l’incontro tra pareri personali, che possono creare un momento di scambio, e le nuove tecnologie 2.0. Capire quanto le amicizie e i followers siano importanti nella strategia di mercato, capire come sfruttare il social networking e capire, infine, la facilità di utilizzo di questi preziosi strumenti attraverso esempi specifici e concreti di esperienze effettive.

Jim Sterne,  SOCIAL MEDIA METRICS. How to Measure and Optimize your Marketing Investment, Wiley & Sons Ltd., 2010, 240 pp.

Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici

22/07/2010 By Marta Isoni

Ciò che ieri era presente oggi è già passato. I fatti sbattuti in prima pagina una settimana fa sono diventati già ricordi, e i ricordi vanno organizzati e strutturati attraverso precise operazioni che riescano a formare, ad “aggiornare”, la memoria collettiva di un gruppo.

Il mondo è sempre più disvelato dai media (tutti gli avvenimenti, tutte le notizie  mondiali sono plasmate, tagliate, ricostruite e “colorate”) che, con il loro potere di “trasmettitori di verità”, ci raccontano sempre una storia mediata. La costruzione delle narrazioni sociali, che influisce sul modo in cui l’individuo ed il gruppo interpretano la realtà, influenza anche la memoria collettiva.

Questo libro scritto da Olimpia Affuso, ricercatrice e responsabile dell’Osservatorio sui processi culturali e la vita quotidiana presso l’Università della Calabria, vuole analizzare il rapporto reale che si è creato tra memoria e media e i meccanismi che hanno portato sempre più alla definizione di una “memoria magazine”.

Olimpia Affuso, Il magazine della memoria. I media e il ricordo degli avvenimenti pubblici, Carocci, 2010, 222 pp.

Misurare la leadership: intervista a Simona Scarpaleggia, deputy country manager di Ikea Italia

19/07/2010 By la redazione

di Ildegarda Ferraro.

“Se si dovessero varare le quote, che siano di genere, in modo da garantire la presenza dell’altro”. Chi parla di quote di genere e non semplicemente rosa è Simona Scarpaleggia, deputy country manager di Ikea Italia e Presidente di Valore D, la prima associazione di grandi imprese creata in Italia per sostenere la leadership femminile in azienda.

Dedica molto tempo alle donne, ma si capisce che nel suo pensiero l’attenzione non è solo per “il femminile”. “Occorre un Progetto Paese per influire su molti aspetti: occupazione femminile, conciliazione del tempo del lavoro con quello dedicato alla vita privata, flessibilità, spesa sociale a favore di politiche di sostegno alla famiglia e una saggia regia per conciliare solide soluzioni tecniche con una positiva comunicazione, che crei consenso e legittimazione su questi temi”.

Sento le sue parole e penso che è davvero concreta. Soprattutto mi è chiaro che si muove con due principi guida: semplicità e equità. È come se lavorasse per un futuro semplice e un po’ più giusto. E così anche le domande più complesse si risolvono in una risposta efficace ed essenziale, mentre il senso dell’impegno per un mondo più giusto emerge parlando di donne, ma anche di immigrati.

Simona Scarpaleggia ha tre figli, che vorrebbe fossero a casa nel mondo ed anche bravi cittadini italiani. Usa Internet per andare in banca. Chiarisce di lavorare 9 – 10 ore al giorno quando non viaggia, superando il vecchio stereotipo che per essere efficaci bisogna lavorare almeno 12, 13 ore. Resta un dubbio: come farà ad occuparsi di tante cose in un tempo così limitato? Ma forse, visto che è donna, sarà anche una leader del multitasking, l’attitudine a fare più cose insieme.

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Misurare la libertà di stampa: waterboarding, il supplizio negato?

16/07/2010 By Matteo Borsacchi

Misurare la comunicazione a volte risponde a domande semplici, come quella se due parole vengano usate come sinonimi e da chi. Per esempio il waterboarding, ovvero indurre la sensazione di annegamento in una persona sottoposta ad interrogatorio, è una forma di tortura?

Il giudizio non è unanime: anzi, il dibattito impegna tuttora l’opinione pubblica statunitense. Secondo Wikipedia non ci sono dubbi, e perfino il senatore repubblicano degli Stati Uniti John McCain, reduce del Vietnam, definisce il waterboarding “una tortura molto intensa”.

Ma cosa ne dicono i principali giornali americani? Se lo sono chiesti al Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy dell’Università di Harvard e la risposta è in un articolo intitolato ironicamente Torture at Times: Waterboarding in the Media.


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