Come misurare i social media?

Misurare i social media è il trend del momento nel campo della comunicazione, ma sembra che se ne parli tanto e si agisca poco. L’idea che utilizzando software di misurazione automatica si possa ridurre il lavoro delle persone, che non devono più leggere e schedare blog, tweet e commenti è fuorviante. Anche nei tool automatici è richiesta l’intelligenza umana, per impostare i parametri generali delle analisi e per controllare che i software stiano operando correttamente.

Quali sono le operazioni che si possono fare con i dati raccolti sui social media? In primo luogo l’analisi del mood, per sapere se in Rete si parla in maniera positiva, neutra o negativa di una determinata azienda. Più semplice a dirsi che a farsi. La difficoltà maggiore è classificare le parole ambigue e il sarcasmo. Se si vuole proseguire con l’analisi automatica, ad ogni brand deve essere associata una lista di termini che vengono utilizzati spesso nel suo settore industriale, per cercare di evitare le ambiguità. Tuttavia meglio l’intervento umano per l’analisi testuale.

Oltre all’analisi del mood è possibile creare una lista di parole chiave associate ad una determinata marca o azienda e classificare ogni termine in base alla frequenza con cui viene citato. Il livello successivo di questo tipo d’analisi è quello di misurare la relazione tra le parole. È possibile così sapere se un termine associato ad un’azienda si trova spesso citato insieme ad un altro. Ad esempio, una ditta di caramelle ha cercato se la parola “cioccolato” era positivamente correlata con la parola “salute”. Le connotazioni del termine “cioccolato” possono essere sia positive che negative (dipende dal contesto): la società di caramelle ha comunque trovato una correlazione positiva tra il suo nome e le parole “cioccolato” e “salute”.

Il livello ancora successivo di analisi è determinare se le persone che stanno parlando di una determinata marca contano davvero: bisogna perciò misurare il loro livello di influenza on line. Forse queste persone hanno un blog in cui parlano male di un determinato brand, ma chi legge questi post?

Infine si sta cominciando a combinare l’analisi dei social media e l’analisi delle relazioni dei social network. Se qualcuno parla bene di un’azienda su un social network e questa azienda è capace di contattarne la rete sociale, allora è conveniente fare promozione su questo target di utenti che è già influenzato positivamente dai propri contatti. Ci si sta muovendo già in questa direzione, ma procedure standardizzate non sono ancora state definite.

[Fonte: IIA]

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