Quando le misurazioni diventano smisurazioni…

Oggi smisuriamo!
Si sa, abbiamo un debole per le decine di studi che misurano per il gusto di farlo, senza un perché.

Attendendo una misurazione del rapporto tra il numero di uova covate dalle galline di una fattoria texana e l’influenza dei social network su questo fenomeno (ci arriveremo, non disperate!), oggi sottolineiamo un’analisi assolutamente innovativa dal titolo accattivante: “Social Networking Doubles Among Boomers and Seniors”.

Questa analisi, proposta da Jared Jenks per eMarketer, vuole evidenziare un fenomeno che mai avremmo potuto immaginare possibile: nel corso degli anni il social-networking-boom ha investito non solo i giovani, ma anche i più adulti che, per diverse motivazioni, si sono avvicinati al mondo social 2.0!

Incredibile!

Gli utenti americani, sopra i 50 anni, che sperimentano queste nuove forme di comunicazione sono passati dal 22%  al 42%. E, rimarcando che il fenomeno fosse stato predetto dallo stesso eMarketer in aprile, ciò che forse più sconvolge è la seconda osservazione: “With even seniors catching the wave of social networking, the phenomenon’s mass appeal is undeniable for marketers.”

Ci vogliono dire, cioè, che questo boom di presenze potrebbe avere, anzi ha, dei risvolti per quanto riguarda nuovi modi di fare marketing, nuove evoluzioni della pubblicità, della gestione della reputazione da parte delle aziende e della viralità della comunicazione? Non so, non so, se sono pronta a crederci!

L’analisi prosegue, evidenziando anche le motivazioni per cui gli over 50 si connettono ai social network, tra l’altro similari rispetto alle motivazioni che inducono gli under 50.

L’articolo ci dice, infine, che… niente. Lo studio finisce qua. I dati rilevati sono questi.
Ciò che non è chiaro è il motivo per cui sia stata sviluppata questa accozzaglia di dati. La voglia di fare un grafico? La voglia di racimolare dati su una tesi talmente evidente da essere non criticabile? La necessità di riempire spazio con elementi che, ancora una volta, non esprimono niente di nuovo e non danno neanche input.

A volte sembra davvero che la corsa alla misurazione diventi una corsa senza obiettivi. Sembra ci sia la voglia di misurare più che di capire che cosa si voglia dimostrare, che sia più importante raccogliere numeri, creare grafici. Come se ci fosse un cammino seguito al contrario: se un tempo ci si poneva dei dubbi, dei quesiti, dei problemi e, attraverso la misurazione e lo studio, si cercava di raggiungere dei dati concreti che spronassero in avanti la conoscenza del fenomeno, ora ci si è ridotti alla quantificazione di quest’ultimi dimenticando che i numeri, e le percentuali, sono punti di partenza e non punti d’arrivo.

Si vengono ad avere così misurazioni che hanno un inizio, ma non hanno… no, forse, pensandoci bene, non hanno neanche un inizio, nella maggior parte dei casi.

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  1. …dalle smisurazioni al niente! - Misurarelacomunicazione

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