Monthly Archives: settembre 2010

Relazionarsi: un’opportunità contro la crisi. Milano, 29 settembre 2010

16/09/2010 By Marta Isoni

La Settimana della Comunicazione coinvolgerà la città di Milano dal 27 al 3 ottobre.

Un susseguirsi di eventi, tavole rotonde e dibattiti, tra i quali vogliamo sottolineare il convegno “Relazionarsi: un’opportunità contro la crisi”.

Il 29 settembre, dalle ore 17 alle ore 20, presso la sede di Assolombarda, Assorel darà vita all’evento, con la volontà di analizzare come in tempo di crisi le relazioni pubbliche abbiano un duplice potere: superare la recessione e migliorare la reputation di imprese/enti attraverso la comunicazione interna ed esterna.

Al convegno Renato Mannheimer, presidente ISPO, Alberto Meomartini, presidente Assolombarda e Alessandro Ortis, presidente Autorità per l’energia elettrica e il gas, parteciperanno proponendo tre interventi: “La percezione delle relazioni pubbliche presso le imprese”, “Imprese e Comunicazione, una relazione permanente” e “La comunicazione di interesse pubblico e il ruolo delle relazioni”.

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Informazione e cultura nella network society: il ruolo delle relazioni pubbliche. Torino, 22 settembre 2010

15/09/2010 By Marta Isoni

Avevamo già parlato della 62^ edizione del Prix Italia, Concorso Internazionale per programmi Radio, Tv e Web.

Ricordiamo che il 22 settembre (ore 15) si terrà l’intervento di Elisa Greco, Delegata nazionale alla Comunicazione Culturale: ‘Informazione e cultura nella network society: il ruolo delle relazioni pubbliche’.

Un convegno voluto dalla Ferpi come  festeggiamento per i 40 anni dalla sua costituzione.

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Privacy e dati personali: il Web è ancora libero?

15/09/2010 By la redazione

Venite bambini e bambine, Gelati gratis! E già conosco quali sono i vostri gusti preferiti…

Il breve video appena visto mostra il CEO di Google Eric Schmidt nelle vesti di un malefico gelataio che, in cambio di gelati gratis, raccoglie i nostri più intimi segreti. “So che tuo padre passa gran parte del suo tempo su siti di sport” (dal tono allusivo sembra che il padre del bambino non guardi siti di “informazione sportiva” ma tutt’altro…)

Il video è stato ideato da Consumer Watchdog, gruppo di attivisti statunitense che sta cercando di far approvare al Congresso degli Stati Uniti la Do Not Track Me List, un registro per limitare la raccolta di dati personali sul web e per evitare che alcune aziende possano utilizzare tali informazioni per trarne profitto.

Dalla sua nascita il web si basa sul paradigma della gratuita dell’informazione (e anche qui una citazione a Chris Anderson è d’obbligo). Ma cosa dà l’utente in cambio? Le sue informazioni personali, la sua privacy. Citiamo le ultime parole di Mark Zuckemberg, fondatore di Facebook: «ormai gli utenti condividono senza problemi le informazioni personali online. Le norme sociali cambiano nel tempo. È finita l’era della privacy».

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Se il web è morto, cosa misuriamo?

10/09/2010 By Davide Fiorentini

la morte del Web

Il web è morto, prepariamo il funerale. Ma non bisogna essere tristi: Internet avrà ancora vita lunga. Questo è quello che sostiene Chris Anderson, direttore editoriale di Wired (conosciuto anche per aver coniato il concetto di long tail).

Secondo Anderson quello che sta avvenendo nel mondo digitale è il passaggio da un Web aperto a una serie di piattaforme semichiuse che utilizzano il protocollo Internet per trasportare l’informazione, ma che non si servono dei browser per la visualizzazione.

Questa rivoluzione è guidata in primo luogo dal mobile computing (iPhone) e dai social media (Facebook), dove il potere di Google non è così pervasivo e dove l’HTML non la fa da padrone.

Prima di seppellire l’ennesimo media – c’è questa sorta di sadico piacere ad annunciare la morte dei diversi mezzi di comunicazione: sono già deceduti in ordine i giornali, la radio, la tv, le email, ecc… – è più interessante analizzare il postulato proposto da Katie Delahaye Paine, la “Queen Of Measurement” americana.

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Varese Comunica. Palazzo Estense, 1-2 ottobre 2010

09/09/2010 By Marta Isoni

Il capoluogo lombardo ospiterà l’evento dedicato all’intreccio tra tecnologia e comunicazione, novità e tradizione, in una due giorni dai tratti “medievali”.

Oltre alla sede principale della manifestazione (il Palazzo Estense del Comune di Varese) la volontà degli organizzatori è quella di rendere partecipe l’intera città, con la creazione di vere e proprie “botteghe d’incontro“.

Diversi saranno i punti, sparsi per le strade della città, nei quali avranno luogo gli incontri tra i professionisti della comunicazione e dell’informatica, dell’impresa e il pubblico: Università degli Studi dell’Insubria, Teatro Via Sacco, Palazzo della Cultura, Cinema Impero, Sala Assemblea UBI e vari esercizi commerciali che daranno il loro supporto attivo all’evento.

La manifestazione avrà tre temi principali:

  1. le esigenze di comunicazione ed informazione;
  2. gli strumenti di comunicazione;
  3. i contenuti della comunicazione.

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Ricerca in tempo reale: Google vince la sfida con Twitter

07/09/2010 By Davide Fiorentini

Real Time-Search. La nuova frontiera del web e dei motori di ricerca. Se Twitter è stata la prima piattaforma davvero consapevole delle potenzialità di brevi aggiornamenti pubblicati costantemente, ora Google perfeziona la sua ricerca e lancia una pagina dedicata agli aggiornamenti in tempo reale, superando di gran lunga i risultati che possiamo ricavare internamente a Twitter.

Infatti, oltre al social network di microblogging, sono indicizzati anche gli aggiornamenti di Facebook e FriendFeed, che vengono mostrati in una timeline di facile comprensione. La caratteristica fondamentale è però la ricerca localizzata, cosa che Twitter non fa per tutti i Paesi (ad esempio l’Italia), che ci permette di ottenere risultati più pertinenti.

Nell’analisi del web quanto utilizzate la ricerca con Google e quanto quella con Twitter?

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Marketing Conversazionale di Luca De Felice

06/09/2010 By la redazione

Twitter, Facebook e FriendFeed, il Real-Time Web: le conversazioni in Rete diventano sempre più pubbliche e in tempo reale e per l’immagine di un brand nascono nuove possibilità e nuovi rischi. I clienti si trasformano sempre più in utenti, capaci di influenzare la reputazione online di una marca.

Luca De Felice, Senior Consultant e Responsabile dell’offerta Web 2.0 di Live Reply, nel suo libro “Marketing Conversazionale” cerca di sistematizzare questo nuovo modello di fare comunicazione e propone di affiancare al modello delle “4P” di Jerome McCarthy (Prodotto Prezzo Distribuzione – Place in inglese – e Promozione) le“4C” di Robert Lauterborn (Customer Value, Customer Cost, Customer Convenience e Customer Communication). L’obiettivo è definire le leve del marketing relazionale che l’autore identifica in:  Creatività, Controllo, Community e Conversazioni.

“Il marketing conversazionale assume dei risvolti importanti nell’ambito del Real-Time Web perché quest’ultimo non ammette errori o ritardi: se si è deciso di esserci e di mettersi in gioco bisogna seguire le conversazioni, prepararsi a essere chiamati in causa, rispondere alle domande, replicare e spiegare, il tutto in presa diretta. I punti di contatto tra l’azienda e gli utenti possono essere variegati e afferire a diversi dipartimenti e responsabilità.”

Luca De Felice, Marketing Conversazionale, Il Sole 24 ORE, 2010, 190 pp, 20,00 €

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Misurare la reputazione: che differenza c’è tra popolarità e influenza?

01/09/2010 By la redazione

Cosa vuol dire essere popolari in rete? Avere molti fan/amici su Facebook o molti follower su Twitter? Questo numero può essere valido per misurare anche l’influenza dei soggetti? Secondo la ricerca condotta dal Social Computing Lab di HP, popolarità e influenza non sono così connesse come ci si potrebbe immaginare.

Il team di HP, sotto la guida del Dr.Huberman, ha analizzato i social media con rigore metodologico (non sono stati analizzati né case studies isolati né è stato chiesto il parere di un esperto), coinvolgendo un ampio numero di partecipanti e rendendo pubblici i risultati della ricerca.

Lo studio si concentra su cosa rende un utente di Twitter davvero influente. Per capire ciò, sono stati analizzati più di 22 milioni di tweet ed è stato creato l’IP Algorithm, che misura l’influenza o la passività degli utenti di Twitter.

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