Inframutt, come invertire le ricerche di Google

Il concetto di PageRank è ormai familiare tanto ai Google addicted quanto a chi gestisce un sito. È l’algoritmo da cui dipende la visibilità (quindi il successo, e talvolta i guadagni) dei milioni di “www” della rete.

Scrivendo ‘visibilità’ si intende popolarità e, come accade per le normali relazioni interpersonali della vita quotidiana, al crescere di quest’ultima cresce l’importanza, il peso, l’influenza che il sito acquisisce.

Google si basa proprio su questo algoritmo e l’elenco di url che ci si presenta davanti ogni qualvolta facciamo una ricerca affonda le sue radici nel concetto di ranking.

E così, come abbiamo visto per YouTube la settimana scorsa, “dalla cui costola” è nato Zeroviews, ecco che per Google arriva Inframutt.

Lasciandoci alle spalle la punta del web-iceberg che viene portata a galla dai motori di ricerca tradizionali, grazie all’idea del magazine Really Magazine, ci possiamo addentrare nel più vasto oceano del World Wide Web.

Questo nuovo search engine ci offre solo i risultati meno popolari, mettendo in luce quella parte del Deep web che viene giornalmente schiacciata dai siti di maggiore rilevanza.

Un’idea per i curiosi, con una buona dose di tempo libero, che vogliono scoprire gli antri più remoti del web (che poi, se sono remoti e non popolari ci sarà un motivo?!).

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*