Giornalismo e nuovi media di Sergio Maistrello

Sulla morte della carta stampata si discute da tempo.

Con l’avvento della rete, e con la fusione tra il mondo editoriale ed internet, in molti si sono ampiamente espressi prevedendo una triste fine per l’invenzione di Gutenberg.

In realtà il cannibalismo tra media, per ora, ha preservato il mondo del giornalismo “tradizionale”, ma sicuramente, ha ridefinito i contorni della figura del giornalista.

I nuovi spazi mediali del 2.0 hanno sdoganato un concetto di giornalismo amatoriale in cui chiunque può esprimersi e può commentare notizie di cronaca secondo la propria inclinazione o la propria visione della vita.

In questo nuovo mondo il giornalista professionista si trova di fronte alla necessità di dover sopravvivere ad una continua “fuga di notizie”. Se prima il monopolio culturale lo rendeva unico portatore di news (la competizione tra colleghi era l’unico limite), ormai la corsa alla notizie diventa piuttosto una maratona a cui partecipano tutti.

Reinventarsi è l’obiettivo.

Questo libro, partendo da un’analisi della storia del giornalismo, vuole proprio riflettere su come la figura del giornalista, e il giornalismo in sé, possano ricostruirsi e plasmarsi per prendere la forma delle “nuove dinamiche sociali promosse dalla Rete”.

Da una parte le grandi possibilità dovute ad una nuova flessibilità e ad una nuova concezione che si discosta dalle rigidità commerciali, dall’altra un percorso più difficile per farsi notare,sia se si è agli inizi, sia se si deve mantenere la propria credibilità.

Un libro che mette in evidenza i punti problematici della questione, ma che, nonostante tutto, fa ben sperare sulle sorti di una professione che non è affatto morta.

Sergio Maistrello. Giornalismo e nuovi media. Apogeo, 2010, 228 pp.

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