Vintage Marketing di Carlo Meo

Abituati ad osservare e misurare l’andamento e gli sviluppi delle tecniche di marketing che si impongono sul mercato, spesso ci si lascia travolgere da ondate univoche che, in questo periodo, hanno molto a che vedere con il viral marketing e l’unconventional marketing.

Questi due approcci al mercato, di cui abbiamo parlato in diversi articoli, rappresentano le tendenze che influenzano soprattutto web, social networking e la rete in generale.

Accendendo la televisione possiamo, invece, notare un tipo di “evoluzione al passato”. I principali brand nazionali (Barilla, per fare un esempio) e internazionali (Coca Cola) puntano sull’effetto nostalgia o vintage.

Aggrapparsi alla memoria per sorpassare l’innovazione. I ricordi, le emozioni passate, i suoni che si ricollegano ad un tempo lontano e spesso, addirittura, mai vissuto in prima persona. Un lavoro per immagini fatto più sulla memoria collettiva, che sulla memoria del singolo, più sulle sensazioni che sui ricordi reali legati alle persone.

Il gioco corre sui binari dell’esperienza vissuta dalla collettività (o meglio, dagli eredi delle generazioni che l’hanno vissuta) e ricrea un “Noi” che collega, che immerge l’Io in qualcosa di più grande, che non lo isola, ma lo fa sentire protetto e coeso.

La paura di non sentirsi parte di un Tutto aggancia il singolo al ricordo della collettività e da ciò è necessario far nascere dei bisogni. La creazione di quest’ultimi si esprime attraverso una nuova creatività dalle forme conosciute e familiari.

Bisogni, creati ed instillati, che possono essere soddisfatti solo dai prodotti pubblicizzati, a loro volta, veicolati da meccanismi che funzionano tanto da diventare efficace tecnica di marketing.

Carlo Meo. Vintage marketing. Il Sole 24 Ore, 2010 120 pp.

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