Il Governo inglese vuole misurare la felicità

La mappa della felicità europea secondo il National Accounts of Well-being. L’Italia non rientra nell’indagine.

Nell’intervista del mese scorso al presidente dell’ISTAT Enrico Giovannini abbiamo parlato della Commissione per la Misurazione delle performance economiche e del progresso sociale istituita da Sarkozy nel 2008 e presieduta dai premi Nobel Joseph Stiglitz e Amartya Sen. L’obiettivo era quello di fornire indicatori di benessere e prosperità che colmassero le lacune del PIL e degli indici economici per affiancarli come supporto alle decisioni di governo.

Ora però il Presidente francese rischia di essere bruciato sui tempi dal collega d’oltremanica David Cameron: il Premier inglese ha infatti annunciato che il Regno Unito sarà il primo Stato a misurare ufficialmente la felicità dei propri cittadini.

L’annuncio può sembrare fuorviante perché diversi governi già includono nei propri sondaggi domande sulla soddisfazione personale degli intervistati; tuttavia la batteria di domande che Cameron ha chiesto di realizzare a Jil Matheson (un esperto indipendente di fama nazionale) approfondirà ulteriormente le percezioni soggettive e utilizzerà un campione più ampio e rappresentativo.

Ma la vera novità è la promessa che i risultati ottenuti influenzeranno fortemente le scelte politiche a venire: una proposta coraggiosa in un momento ancora non propizio (il Guardian lo definisce di “nervousness”) alla misurazione della felicità.

Scritto da Matteo Borsacchi

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