Misurare la reputazione di un paese: il CountryRep TM

Il Countryrep Pulse

Il Reputation Institute ha pubblicato l’edizione 2010 del CountryRep TM, il report annuale che misura la percezione di 39 paesi su un campione rappresentativo di tutte le nazionalità interessate.

Il modello dell’indagine è il CountryRep Pulse sviluppato dal RI: la reputazione di un paese è data dal grado di fiducia, ammirazione, rispetto e atteggiamenti positivi nei suoi confronti.

I giudizi su un paese coprono solitamente tre aree tematiche:

  • il grado di avanzamento della sua economia: la qualità dei prodotti/servizi, l’innovazione tecnologica e il contributo alla cultura mondiale
  • le attrattive offerte dal territorio: la bellezza e il tenore di vita, i piaceri e i divertimenti
  • la gestione politica: l’efficacia delle azioni di governo, lo sviluppo sociale ed economico e la partecipazione responsabile alla comunità globale

L’importanza della reputazione di un paese è triplice: reputazioni solide facilitano le relazioni diplomatiche, attraggono i turisti e gli investitori stranieri e favoriscono infine lo sviluppo delle aziende nazionali.

Un effetto indiretto ma non meno importante della reputazione è quello di stimolare alcune azioni fondamentali che sostengono un sistema paese,  tra le quali viverci, lavorarci, comprare i suoi prodotti, investirvi del capitale o anche solo visitarlo.

Le fonti attraverso cui gli stakeholders si costruiscono un’immagine del paese sono essenzialmente tre:

  • la loro esperienza diretta dei luoghi, delle persone, delle infrastrutture, dei prodotti/servizi e della cultura locale;
  • il paese interessato che si pronuncia attraverso la politica, il marketing, le pubbliche relazioni o vere e proprie campagne di nation-branding;
  • le opinioni di amici, parenti o politici di riferimento, i media e le organizzazioni non governative.

Senza approfondire la metodologia, per la quale vi rimandiamo alla presentazione dello studio, riassumiamo rapidamente i risultati del 2010:

  • La Svezia è il paese che gode della più alta reputazione, seguita a breve da Canada, Australia, Svizzera e Norvegia.
  • Agli ultimi posti troviamo Ucraina, Russia, Cina, Colombia e Iran.
  • L’Italia si posiziona al 16mo posto, dietro Germania, Spagna e UK ma davanti a Francia e USA.

I dati si fanno più interessanti se separiamo le tre dimensioni di giudizio elencate sopra:  rispetto al progresso economico, l’Italia è prima nel mondo per il contributo alla cultura, ma non compare nelle altre aree (prodotti/servizi, tecnologia e innovazione) dove invece prevalgono Giappone, USA e Germania. Per quanto riguarda l’efficacia della politica non compariamo in nessuna area, mentre dal punto di vista delle attrattive offerte dal territorio siamo al primo posto tra le nazioni più piacevoli e divertenti. Cediamo invece il posto ad Australia, Svizzera e Canada per la bellezza del luogo e lo stile di vita, fattori chiave per indurre quei comportamenti che abbiamo definito “di sostegno” a un sistema paese: non a caso siamo tra i 5 paesi che varrebbe più la pena visitare, ma non tra quelli dove si vorrebbe vivere, lavorare, comprare o investire.

Il dato più interessante viene dal confronto tra i giudizi degli abitanti dei paesi coinvolti e quelli degli stranieri. Confrontando le risposte che si danno sul proprio paese di residenza con quelle date dagli altri si ottiene un grafico che mostra il gap tra la percezione di sè stessi e quella esterna:

Gap tra autopercezione e percezione esterna

Questo dato capovolge per molti aspetti i dati dell’indice globale: gli svedesi, nonostante il primo posto in classifica, si posizionano tra i più “modesti”, mentre i cinesi si dimostrano i più orgogliosi ma anche i più distanti dalla percezione altrui. Gli italiani sono tra i pochi, insieme ai belgi, ai greci e ai giapponesi, ad esprimere una valutazione sul proprio paese inferiore a quella data dagli stranieri:  problemi di autostima o difficoltà reali di cui all’estero non ci si accorge?

Scritto da Matteo Borsacchi

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