Canada e social media, un binomio inaspettato…

I canadesi dicono SI ai social media (una cosa simile mi pare di averla sentita anche per la soya, ma forse mi sbaglio).

Non paghi della utilissima e affascinante dicotomia tra uomini e donne, di cui gli analisti sembrano non poter più fare a meno, eccoci partire con le divisioni per nazionalità. Non fraintendiamo, gli studi che partono dal voler analizzare soggetti in base al luogo in cui agiscono è assolutamente giusto, logico e “classico”. Voler analizzare i consumi mediali di un popolo è sempre stato alla base di un certo tipo di ricerca improntato sulla curiosità circa le evoluzioni e i rapporti tra stati.

Capire quali sono gli standard, quali sono i turning point nell’utilizzo e nella padronanza del mezzo, insomma, capire qualcosa. Sono certa che i lettori di misurarelacomunicazione.it, iniziando a leggere una “ricerca” con questo titolo, si aspettano, come sempre, qualche dato nuovo. Non aspettatevelo.

Lo studio, ci informa eMarketer, è stato sviluppato perché il Canada è uno dei paesi in cui c’è stato uno dei maggiori incrementi nella penetrazione del social networking (pensate che i canadesi ritengono i social media come una sorta di “online home”!!).

eMarketer ha stimato che 15,1 milioni di utenti internet in Canada visitino i siti di social networking almeno mensilmente, mentre nel 2009 i  milioni erano solo 13,6.

Ma se il climax statistico del 46% nel 2008, 54% nel 2009 e 59% nel 2010 (parliamo sempre di utenti di social network) non vi bastasse, questa ricerca si supera, va oltre molte altre, esagera, si rovina… e via con le previsioni: 62% nel 2011, 64% nel 2012 fino ad arrivare ad un glorioso 68% nel 2014. Altro dato originale è la supremazia di Facebook sugli altri “fratellastri”, seguito da Windows Live Profile e Twitter… notizie fresche e nuove, come potete notare.

Inoltre Mike Froggatt, analista e ricercatore di eMarketer, nonché autore del report completo su Canada e social media, ci tiene a darci un consiglio, a rivelarci una Verità (con la V maiuscola) non più negabile: “…now is the time for brand managers to test new social media campaigns on users.”

Come ogni post in cui smisuriamo le misurazioni più ardite e pen(s)ose, anche in questo caso, più che i dati o i grafici, colpisce l’assoluta mancanza di idee.

Ma perché misuriamo? Perché ci si continua ad arroccare su numeri che continuano a loro volta a non dare nulla? Va benissimo stabilire un campione statistico che veda come elemento classificatorio la “nazionalità”, ma perchè fossilizzarsi sui dati di utenza e di consumo che diventano autoriflessivi se non inseriti in un contesto, come minimo, che metta in rapporto più stati?

Perché i Canadesi dicono sì e si raccimolano due o tre cifre su ciò? E allora facciamolo sugli italiani, sui thailandesi, sui monegaschi….poi ci sarà pur qualcuno che dice no! Ma soprattutto, non si può fare uno “studio” proprio su tutto!

Per chi fosse interessato e fosse stato, contrariamente alle aspettative, rapito da questa Canadian attitude vi (s)consiglio il Canadian Social Media Marketing completo che risponde a domande degne di attenzione: “Quante persone usano i social media in Canada?” o ancora “Quanto tempo spendono i canadesi nel social networking?”

Buona lettura!

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