Recorded Future: un motore di ricerca tra presente e futuro

Se lIstant Google aveva insinuato dubbi, cercando di leggerci nel pensiero e formulando “ipotesi” sui nostri interessi, con Recorded Future entriamo in un’altra era.

Un motore di ricerca intelligente e di nuovissima generazione che non si limita a ricercare, alla “googleana” maniera, i dati presenti in rete, ma, pare, si prefigga come obiettivo quello di prevedere il corso degli eventi.

Ben lontano da una visione che si avvicina più a Nostradamus che alla rigidità matematica degli algoritmi dei motori di ricerca, Recorded Future setaccia la Rete, valuta l’importanza delle notizie (tenendo conto del momentum e del sentiment), stabilisce il linking tra i contenuti trovati, evidenzia un resoconto grafico ed è in grado di fare una previsione sull’argomento che ci interessa.

Il motore di ricerca attinge da qualsiasi angolo nascosto della Rete (siti web, archivi istituzionali, account di Twitter) e si basa fondamentalmente su tre campi: cosa, chi/dove e quando, ai quali si può aggiungere la fantomatica quarta opzione “qualsiasi momento nel futuro”.

http://www.youtube.com/watch?v=Un8toBItXdo

Il progetto che, superficialmente, potrebbe sembrare piuttosto fantasmagorico e irreale, vede la partecipazione economica (e non solo) di Google e della In-Q-Tel, una compagnia che collabora con la CIA per quanto concerne le tecnologie di intelligence.

Il futuro o il prevedibile futuro del mondo, ovviamente però, non viene svelato gratuitamente, e ci sono diversi tipi di abbonamento in base alle  necessità.

Realtà? Fantascienza? Utopia?

Non è ancora chiaro quanto i dati e le previsioni così ottenuti possano essere attendibili, ma Recorded Future ha sollevato già diverse polemiche, soprattutto riguardanti la privacy e la fondatezza contenutista del motore di ricerca, o l’attendibilità dei suoi realizzatori che sembrano peccare di presunzione, nel momento in cui si fa portatore di un futuro che altro non è se non un “mettere ordine” tra tutte le dichiarazioni riguardanti il futuro (come sottolinea Steven Skiena di General Sentiment).

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