Il paese della spazzatura dà lezione di ecosostenibilità

Il paradosso fa notizia. Lo prova la risonanza che ha avuto sui blog internazionali l’addio degli italiani alle buste di plastica: per un momento il bel paese smette i panni della discarica e può vantarsi del primato europeo sul divieto.

Gli stereotipi però non si smontano facilmente. Basta analizzare i 400 blog internazionali raccolti sul tema nell’ambito dell’osservatorio Monitaly di Intesa Sanpaolo e ESC (Eikon Strategic Consulting LTD). Il post Happy New Year! dell’artista Jaqueline Drury riassume alla perfezione l’innesto del giudizio positivo su una diffidenza di fondo: “A good start is Italy’s ban on plastic bags that are not biodegradable. If Italy can do it, we all can”.

Il risultato è che accanto all’accoglienza prevalentemente positiva permangono critiche e perplessità, soprattutto tra i paesi maggiori dell’Unione Europea:

Il mood dei post - Fonte Eikon Strategic Consulting LTD

Il mood nelle diverse aree linguistiche - Fonte Eikon Strategic Consulting LTD

Le aree più benevole sono quelle di lingua inglese, russa, turca e portoghese; le più fredde quella tedesca, francese e spagnola. In molti riportano il comunicato della Reuters, secondo cui i rivenditori temono che la messa al bando del polietilene possa provocare il panico nei supermercati. Preoccupazioni genuine, snobismo culturale o un altro episodio di guerriglia intorno al nation branding?

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