Dan Zarrella e la scienza dei ReTweet

Dan Zarrella si è guadagnato il titolo di Social Media and Viral Marketing Scientist grazie a due pubblicazioni per O’Reilly, The Social Media Marketing Book e The Facebook Marketing Book, apparizioni sui principali quotidiani statunitensi, contributi alle più importanti conferenze di settore e molto altro.

Ultimamente le sue analisi si sono concentrate su Twitter e in particolare sul fenomeno dei ReTweet come indicatore privilegiato delle dinamiche di passaparola e di viralità online. Il risultato è un report di 22 pagine intitolato The science of ReTweets, scaricabile dal suo sito, il cui merito principale è quello di mettere in evidenza lo statuto autonomo del ReTweet rispetto ad altre tipologie di contenuto (i Tweet originali) e altri indicatori di influenza (i follower).

Prendendo in considerazione la misura del numero di retweet per il numero di follower (RTpF) scopriamo che utenti con pochi follower hanno la possibilità di contagiare un numero di seguaci anche maggiore rispetto ai loro colleghi più seguiti. Viceversa gli utenti che appaiono nei suggerimenti della homepage di Twitter spesso hanno più seguaci, ma i loro contenuti non sono altrettanto virali.

Differenze simili emergono sui contenuti: diversamente dai Tweet i ReTweet includono più spesso un link, utilizzano un lessico più complesso e ricco di parole nuove (perché a differenza dei Tweet “autografi” spesso citano un titolo di giornale o il post di un blog), toni meno personali e parole appartenenti all’universo pratico e sociale piuttosto che astratto ed emotivo.

Zarrella Retweets

Un confronto tra Tweet e ReTweet in base alle categorie del Regressive Imagery Dictionary (RID)

Il report contiene molte altre indicazioni su aspetti tecnici e linguistici, come gli orari di pubblicazione, i tipi di punteggiatura o gli URL shortener più virali, che valgono una lettura approfondita.

Scritto da Matteo Borsacchi

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