Tecnologia ed informatica: singolari femminili.
Lontani dai cumuli di mimose gialle che vedremo sparsi per le città oggi, Misurarelacomunicazione decide di festeggiare le donne a modo suo: abbiamo intervistato Simona Forti, Community Manager presso Panmind e Co-organiser Sponsor and social media presso le Girl Geek Dinners Roma.
GGD è ‘un’associzione di donne geek (nata dall’intuizione della software engineer inglese Sarah Blow e poi sviluppatasi in tutta Europa) che organizza eventi social per scambiare e promuovere contenuti relativi a tecnologia, informatica e nuovi media, coniugati al femminile‘.
Passaparola, web e tendenze tecnologiche si fondono per dare vita ad eventi che uniscono informalità e condivisione più strutturata delle conoscenze attraverso gli speech, rigorosamente al femminile, al termine dei quali, di volta in volta, si aprono dibattiti sui più variegati temi 2.0.
Cinque domande, cinque risposte che ci raccontano come GGD cerchi di stimolare le conversazioni sul mondo dei social media, l’incontro di esperienze e la costruzioni di relazioni professionali senza cadere nel paradosso banale che, spesso, rende ‘a favore delle donne‘ sinonimo di ‘contro gli uomini‘.
1) GGD, da Sarah Blow ad un progetto di respiro internazionale: rivendicare una “nuova” tecnologia al femminile. L’ambito tecnologico è ancora così legato alla dicotomia uomo-donna?
2) Lavorare nel social world, parlare di social network e tecnologia, ma rendere anche “vissuti” gli incontri e gli scambi. Quanto conta l’incontro reale nella GGD community (e le collaborazioni con altri importanti progetti) e cosa cambia rispetto alle comunità 2.0 che si relazionano solo ad uno schermo?
3) Il GirlGeekManifesto dice “Encourage both the older and younger generations into technology”. Insegnare la tecnologia ai più piccoli e farla scoprire ai più grandi? In che modo?
4) Le informazioni sui vostri eventi corrono tutte sulle reti sociali 2.0: il passaparola è alla base del vostro progetto. Come mai la sceltà della viralità e non delle forme più “canoniche” di pubblicità?
5) La creazione di questo gine-network rischia di cadere in una sorta di ghettizzazione? Sembra riproporsi anche in questo campo il problema delle “quote rosa”: gli uomini del settore non potrebbero sentirsi giustificati nel lasciarci in questa “tavola rotonda” che ci costruiamo da sole?”





