L’immagine dell’Italia e degli italiani negli USA

Ieri si festeggiavano i 150 anni dell’Unità d’Italia. Un momento sicuramente molto importante nella storia della nostra nazione, e anche un’occasione per riflettere non solo su ciò che siamo (o siamo diventati) ma anche su come viene percepito il nostro paese al di fuori dei confini nazionali. In questo senso, ritengo che soltanto la consapevolezza di ciò che gli altri pensano di noi può fornirci le basi teoriche e conoscitive per migliorarci, sia dal punto di vista economico che culturale.

In un mondo sempre più globalizzato e globalizzante, dominato da immagini e rappresentazioni in costante movimento, e in cui tutto è mutevole, incerto e in qualche misura rischioso (Bauman parlerebbe di modernità liquida), un corretto nation branding diventa assolutamente fondamentale, non solo per tentare di arginare e correggere gli stereotipi che troppe volte ci vengono attribuiti, ma anche e soprattutto per aumentare la visibilità del Paese nel mondo, e di conseguenza potenziare il nostro made in e accrescere le opportunità per le nostre imprese.

Fig. 1 – le parole più frequenti intorno a “Italia” e a “italiani”

Fig. 2 – gli aggettivi più frequenti per descrivere l’Italia e gli italiani

Con questo spirito, e sotto la guida del Prof. Enrico Pozzi e di Eikon Strategic Consulting (da cui ho ricevuto il materiale), ho cercato di fornire alcune indicazioni circa l’immagine dell’Italia negli Stati Uniti, analizzando un campione della stampa americana del 2009. Inoltre, ho voluto effettuare l’indagine anche per cluster territoriali, disaggregando i dati ottenuti a livello generale e collocandoli sullo spazio statunitense mediante una suddivisione per macroaree, al fine di trovare similitudini e differenze da area ad area.

Fig. 3 – gli argomenti più frequenti per macroaree

La speranza è che il lavoro possa fornire spunti d’interesse e contribuire, per una piccola ma significativa parte, all’insieme di ricerche già presenti sull’argomento.

Scritto da Pietro Ghisoni

Cliccando qui si può scaricare un estratto della ricerca.

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