Rapporto Fieg: la Stampa in Italia 2008-2010

L’Ufficio Studi della Federazione Italiana Editori Giornali ha presentato il 13 aprile La Stampa in Italia 2008-2010, ovvero l’aggiornamento sulla condizione di quotidiani e periodici in Italia.

La stampa, consumo culturale critico nel nostro paese, ha sempre avuto un trend altalenante che ha visto come unici slanci positivi, in questi anni, la free press e l’online press.

“L’editoria subisce le conseguenze di condizioni generali problematiche e incerte” ha detto Carlo Malinconico, Presidente della Fieg, mettendo in luce quanto siano “particolarmente esposte le due fonti principali di finanziamento della carta stampata: le vendite e la pubblicità”.

Il rapporto della Fieg sottolinea una diminuzione dei ricavi editoriali del -1,2% (dati relativi ai quotidiani, n.d.r.) dovuta alla negatività sia dei Ricavi da pubblicità sia dei Ricavi da vendite.

La pubblicità  è stata caratterizzata da una pesante battuta d’arresto tra il 2008 e il 2009 (-15,8%) e un minimo ribasso nell’ultimo anno (-0,8%), mentre le vendite sono state in caduta costante (tra il 2008 e il 2009 vediamo un -4,3% a cui si aggiunge l’anno successivo un -4,8%).
Anche il settore periodici segue il trend negativo con un -2,3% dei Ricavi da vendite e un -2,1% dei Ricavi da pubblicità.

Molto interessante l’analisi Quote del mercato pubblicitario per mezzi (2005-2009), in cui si evidenzia la spartizione degli introiti pubblicitari tra quotidiani, periodici, stampa in generale, tv ed altri.
Senza grandi sorprese, possiamo vedere che in quattro anni la stampa ha subìto una caduta dei finanziamenti pubblicitari da un 32,3 ad un 28,3 con complementare aumento delle quote televisive. Una tendenza, quella italiana, che ricalca un po’ le sorti di tutto il mondo fatta eccezione per la Francia e la Grecia, che hanno visto un incremento di investimenti pubblicitari nell’editoria quotidiana e periodica.

La slide Evoluzione lettura dei quotidiani 2001-2010 riesce a dare una chiara fotografia della situazione italiana: una crescita stabile dall’inizio del millennio fino al 2006, anno che ha visto un balzo in avanti molto importante, e una battuta d’arresto proprio nel 2010 con un ritorno a valori negativi.

Possiamo dire che il settore tenga, nonostante tutto, anche grazie alla crescita della fruizione di quotidiani online, con più di 5 milioni di utenti unici di siti web di quotidiani attivi nel giorno medio, che significano un +36,8% rispetto allo stesso dato nel dicembre 2009.

Ci troviamo di fronte ad una situazione che mette in luce delle evidenti criticità, elencate dallo stesso Malinconico: l’inadeguatezza del sistema distributivo, l’assetto del mercato pubblicitario sbilanciato verso la televisione e un impianto normativo che non protegge i contenuti prodotti dagli editori; d’altro canto, però, lo studio ha sottolineato una tenuta degli indici di lettura e l’evoluzione dell’assetto multimediale della stampa.

Un settore editoriale che, seppur abbattuto da elementi negativi stratificatisi negli anni, può quindi risollevarsi cercando di puntare sulle positività offerte dall’intermedialità e dalla ristrutturazione produttiva.

Per vedere il rapporto completo clicca qui

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