Pantere d’argento sul web

Maghi della rete over 50, nonni che chattano con i nipoti, pensionati autori di un blog: ecco l’identikit del silver surfer.

Se questo è un mondo per vecchi, perché la rete non dovrebbe subire una forte colonizzazione delle pantere d’argento? Da dieci anni i silver surfer, gli internauti maturi, macinano posizioni e conquistano spazi sulla rete. E così on the net la tribù di maggiore interesse non è più solo quella del digital native, ma anche quella meno numerosa dei silver surfer, che può contare su più tempo libero e denaro. Insomma, è in atto un costante processo di conquista di spazi in stretta connessione con un ruolo sempre più incisivo dei maturi. D’altra parte, secondo le ultime analisi passati i cinquant’anni torna l’ottimismo, mentre scendono stress e ansia. Lo dice uno studio della Stony Brook University di New York , pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, che ha misurato il benessere degli over 50 e ha trovato larga eco sulla stampa e sulla rete . Cinquanta è una data topica e superarla non è necessariamente un dramma. Anzi. Il cervello continua ad aumentare le sue capacità. Si può contare sul miglioramento del ragionamento induttivo, della proprietà di linguaggio, della capacità di far valere le proprie opinioni e di immedesimarsi negli altri, della stabilità di umore e della capacità di prendere decisioni finanziarie. Come ha scritto Elena Dusi su Repubblica : “la neurologia conferma da tempo che il cervello degli adulti ha alcune marce in più rispetto a quello degli adolescenti”. Certo declina la memoria, le emozioni sono più attutite e il cervello è meno rapido nel compiere operazioni e processare informazioni. E si può arrivare a dire: “Sono così felice di non essere più giovane”, riprendendo il titolo di uno dei capitoli del libro che Barbara Strauch, giornalista del New York Times, ha dedicato a quelli di mezza età .

I nuovi “giovani anziani”

Certo sorge il dubbio che, invecchiando, stiamo tutti cercando un modo per rendere meno amara la pillola. Ma, d’altra parte, il fiorire di ricerche sottolinea che in fondo siamo “giovani anziani”. E così la vecchiaia non comincia prima degli 80 anni , almeno nel nostro Paese dove oltre il 70% degli over 65 si sente in buona salute. È la svolta della terza età. E si è felici quando si è maturi. Se perfino l’Economist ha dedicato la copertina del numero doppio dello scorso Natale a questa svolta, un po’ dobbiamo crederci. Anche qui le cose migliorano dai 50 anni. È una curva ad U che da un certo punto in poi cresce costantemente con il trascorrere degli anni . E non finisce qui, perché si sprecano analisi sul talento dei vecchi, sulla terza età delle idee e sull’invecchiare ringiovanendo, almeno nella creatività. E la Commissione europea ha proposto che il 2012 sia l’anno dell’invecchiamento attivo, immaginando iniziative che potenzino il ruolo dei maturi.

Più tempo, più soldi, più web

Va da sé che in questo quadro non può che crescere il peso dei silver surfer sulla rete. Una rete che invecchia. Certo restano in primo piano i digital native, quelli che sono cresciuti giocando con il Ds e a dieci anni sono su Facebook, mentendo sull’età . Ma i maturi sono una tribù di tutto rispetto, da non sottovalutare. E così da dieci anni a cadenza periodica si parla di riscossa sul web degli over sessanta. L’ Istat ha certificato che in quattro anni, tra il 2005 e il 2009, gli anziani in rete sono cresciuti di oltre l’80% , anche se i numeri restano contenuti in termini assoluti. Chattare con il nipotino, mantenere i contatti parlando con Skype, entrare nei social network è sempre più frequente. Ricerche internazionali evidenziano che in dieci anni è triplicato il numero di persone in età da pensione con accesso ad Internet a casa e già da qualche anno appaiono indagini secondo cui i silver surfer battono i giovani come maghi del web. La ragione sarebbe anche il maggior tempo a disposizione. E così un silver surfer passa 42 ore al mese sul web, contro le scarse 38 ore di un giovane tra i 18 e 24 anni . Sulla rete la presenza di padri, madri e nonni comincia a farsi sentire anche nei social network, ma sopratutto appaiono indagini ed anche consigli veloci per catturare l’attenzione dei silver surfer, visto che tra l’altro sono proprio coloro che hanno danaro da spendere su Internet. Per i siti, il suggerimento è di usare caratteri chiari, meglio come font Arial o Verdana, e mai troppo piccoli, minimo 12 per il testo e 10 per i link. Poche sottolineature, riservate solo ai link, e colori scelti con accortezza. Dare peso alle immagini, ottima via per focalizzare i messaggi di un articolo . Sarà che anche io invecchio, ma trovo apprezzabili le soluzioni silver surfer friendly. Forse perché anche io spero di andare verso una età del benessere.

Ildegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.

L’articolo è pubblicato su Bancaforte

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