L’Islanda riscrive la Costituzione. Anche grazie ai social media

L’Islanda, sconvolta dalla crisi economica, ha deciso di riformare la propria Costituzione aprendo le istituzioni ai cittadini. Che possono dare il loro contributo attraverso i vari strumenti del web 2.0.

Il compito di riscrivere la Carta è stato affidato a un Consiglio costituzionale di 25 membri, eletti a suffragio universale, che sta elaborando le osservazioni di un National Forum composto da 950 islandesi selezionati a caso.

Ogni articolo redatto dal Consiglio viene immediatamente pubblicato sul sito dedicato affinché venga letto e commentato dei cittadini, che possono iscriversi alle pagine Facebook e Twitter o visualizzare le immagini dei lavori assembleari su YouTube e Flickr. Il testo finale, che verrà licenziato a luglio, sarà poi sottoposto a referendum popolare.

Un esperimento interessante, facilitato dalla scarsa popolosità dell’isola (che conta 310.000 abitanti, meno di Firenze e Bologna) e dall’elevata informatizzazione dei suoi abitanti.

Tuttavia i livelli di partecipazione all’iniziativa, partita due mesi fa, non sembrano elevati: 2.000 iscritti (anche se molto attivi) alla pagina Facebook, 170 follower su Twitter, poche centinaia di visualizzazioni su Flickr e YouTube.

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