Il borgo di domani

Wikipedia ha 10 anni, LinkedIn è ormai quotata, la new economy non è più tanto new. E le prospettive vanno verso le transition town, in cui dovremmo trovarci bene, visto che non sono tanto lontane culturalmente dal “natio borgo selvaggio” di ieri.

Per chi come me a scuola faceva le ricerche sui volumi dell’enciclopedia per ragazzi, i 10 anni di Wikipedia rappresentano il giro di boa. Come dire, è la prova provata che la new economy non è più tanto new. Nello stesso momento è chiaro che non sarà proprio nuovissima, ma è un pezzo della nostra vita e non potremmo più farne a meno. E le nuove tendenze, come le transition town – le città della transizione, più ancorate al territorio, verdi e con consumi più sostenibili, ma senza rinunce antistoriche, con la banca e tutti i servizi necessari – mi danno l’idea di non essere tanto lontane da costruzioni culturali molto vicine al nostro passato e al nostro modo di essere. Ma andiamo per gradi.

Il compleanno di Wikipedia

La più grande raccolta di tutti i tempi, libera, gratuita, aggiornata da chiunque in ogni momento ha raggiunto i 10 anni il 15 gennaio scorso con eventi dappertutto nel mondo e un sito per festeggiare . La foto al momento del compleanno mette in luce 25 edizioni in altrettante lingue, tre milioni e mezzo di articoli, 78 milioni di visitatori ogni mese, il quinto sito più usato del mondo, centomila persone che scrivono Wikipedia in maniera assolutamente gratuita. E ancora, il riferimento cui attingono gli studenti, ma anche i politici, gli scrittori, i giornalisti e tutti coloro che debbano verificare una notizia, una data, una biografia o una scoperta scientifica. Insieme alle interviste del suo fondatore Jimmy Wales, in stretta connessione con l’anniversario è anche partita la grande raccolta di contributi per mantenere il sito gratuito e senza pubblicità. La risposta è stata notevole: 500mila persone hanno regalato sedici milioni di dollari. Wikipedia si basa sul valore della neutralità, sulla ricerca della mediazione tra diversi punti di vista. Chiunque può scrivere, purché si basi su fonti verificabili, mentre 1.800 amministratori sempre volontari e non retribuiti hanno il compito di proteggere l’enciclopedia, garantendo la verifica dei testi.

Google, Facebook e Yahoo

Come Wikipedia, anche Google, Facebook e Yahoo sono ormai per noi imprescindibili. Anche chi non ha una presenza effervescente in rete uno sguardo lo dà sempre. La differenza tra Wikipedia e gli altri tre è la pubblicità o comunque la connessione tra Internet e il profitto, che per questi grandi colossi sembra ormai evidente.

LinkedIn è ormai quotato

Un altro passaggio rende bene l’idea di come la fase dei primordi sia ormai superata: il sito LinkedIn , il social network costruito per essere una grande piazza del mondo del lavoro, è ormai quotato . Si rientra dunque nei ranghi, anche se resta all’orizzonte il tema di una possibile nuova bolla, visto che il valore della società tra la mattina e la sera è schizzato al doppio.

Transition town ovvero il “natio borgo selvaggio” prossimo futuro

Cominciano a prendere piede nuovi modi di vivere insieme. Transition town, appunto, città di transizione, o come dice il Guardian “un esperimento sociale su vasta scala, un movimento che offre idee positive per vivere low-carbon”, con esperienze in Europa, Giappone, Usa, Canada, Australia, Sud Africa e Nuova Zelanda. Niente di particolarmente complicato o rigido. Non ci sono rinunce integraliste o regole severe, ma buon senso e semplicità per vivere meglio, consumando meno energia, preferendo i prodotti locali, condividendo un orto o mettendosi insieme come gruppi di acquisto. Niente di particolarmente lontano dalle nostre esperienze passate. Le cose vecchie si rivendono ai mercatini dell’usato e si pranza insieme con i prodotti degli orti o dei terrazzi condivisi. Le prime esperienze in Italia vanno consolidandosi: a Monteveglio vicino Bologna, ma anche a Granarolo, a Lucca, a Carimate in provincia di Bolzano. Altri si stanno organizzando sulla base di gruppi di “pionieri” che mettono in pratica il buon senso. Insomma, anche in Italia cresce il movimento delle transition town . L’ispiratore è Rob Hopkins autore tra l’altro del Manuale pratico della transizione. Dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali . L’idea è che delle cose si possano fare insieme, senza dimenticare servizi essenziali. E così c’è la banca e ci sono le strutture per i cittadini. Insomma un borgo, che può anche essere un quartiere, dove vivere meglio. Un borgo di domani, figlio di quello di ieri. Pronipote forse dal “natio borgo selvaggio” cantato da Leopardi. Dove non dovremmo trovarci male, visto che non è poi così lontano dalle nostre radici.

Ildegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.

L’articolo è pubblicato su Bancaforte

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