Da New York Times e Reuters meno paletti tra notizie e opinioni

Il Nieman Journalism Lab segnala una tendenza che accomuna i due colossi dell’informazione.

Gli abbonati al supplemento domenicale del NYTimes hanno ricevuto una lettera dalla redazione che spiega i cambiamenti in arrivo nella sezione week in Review:

“Siamo stanchi della divisione geografica tra le analisi in primo piano e le opinioni sullo sfondo. Pensiamo che sia più utile per i lettori la proposta integrata di storie, foto e statistiche”.

Nella nuova sezione le analisi e le opinioni si alterneranno in pacchetti tematici, ma sempre accompagnate da etichette che permettano di distinguerle.

Commistione sì quindi, ma per ribadire con maggiore chiarezza le differenze.

Per Reuters invece avvicinarsi agli approfondimenti vuol dire mutare significativamente il suo DNA riassunto nello slogan fast, accurate and fair (“svelto, preciso e corretto”).

Eppure questa è la direzione scelta dal news management team guidato da Stephen Adler, il neo-eletto caporedattore di Reuters News e il primo con la sede negli Stati Uniti.

“E’ il mondo del business stesso che lo richiede”, dice Adler, e aggiunge che il cambiamento non si limiterà all’aggiunta di nuovi spazi qua e là ma significherà ripensare da cima a fondo l’organizzazione delle news.

Indicazioni forti da Reuters in questo senso sono la recente ‘acquisizione di BreakingViews, un sito di commenti alle notizie finanziarie, e la pubblicazione di contenuti come la retrospettiva su Mladic o il report sulla trasparenza nelle ricerche accademiche.

Che questi cambi di direzione intendano accettare la sfida commerciale dell’Huffington Post? O si tratta più in generale di accogliere la vocazione al commento del web 2.0?

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