Consigli per aiutare il Partito Democratico a rimettere… la testa a posto

Barry Eisler, romanziere e avvocato con un passato nella CIA, ha pubblicato un e-book dal titolo emblematicoThe ass is a poor receptacle for the head. Why democrats suck at communication, and how they could improve.

La copertina è tutta un programma: l’asinello, simbolo del Partito Democratico (americano, ovviamente), deve rimettere la testa a posto… togliendola dal fondoschiena.

L’intento è simile a quello del linguista George Lakoff, che anni fa diede alle stampe il celebre Non pensare all’elefante: consigli alla sinistra per battere la destra: aiutare i democratici a risollevarsi dalle sabbie mobili di una comunicazione contraddittoria, poco incisiva, incapace di trasmettere all’opinione pubblica proposte e valori. E di combattere quella che in Italia definiremmo l’egemonia culturale della destra repubblicana: l’abilità di imporre la propria visione della società.

Per Eisler la comunicazione politica non è dissimile dal marketing e le sconfitte dei democratici non sono imputabili alla qualità del prodotto, bensì all’incapacità di saperlo vendere: per questo occorre giocare d’attacco, dettare la propria agenda al paese, produrre idee forti senza ricalcare gli stereotipi degli avversari, adoperare un linguaggio preciso, coerente ed evocativo, costruire una narrazione che trasmetta un immaginario, un progetto di futuro… un sogno.

In realtà ci ha già provato, riuscendoci, Barack Obama: curioso che il democratico più popolare del globo sia ora accusato da un’altra penna famosa, quella di Naomi Klein (autrice un decennio fa dello storico No Logo), dell’esatto contrario, e cioè di aver costruito un brand di enorme successo privilegiando i simboli a scapito della sostanza.

Inutile aggiungere che i consigli di Eisler, mutatis mutandis, potrebbero essere d’aiuto anche in Italia, dove un altro Partito Democratico è sovente accusato di scarsa efficacia comunicativa.

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