I love shopping, sul web. Le ultime tendenze dell’e-commerce

Crescita costante, con prospettive di un ulteriore picco nel 2011, e nello stesso momento distanza ancora evidente rispetto ad altri paesi. Sono questi gli elementi fondamentali dell’e-commerce in Italia.

Ma comprare sul web è soprattutto un’esperienza personale. Provo quindi a far riferimento alla customer experience. Insomma, sento un’amica per verificare il caso concreto, che può dire di più di molte statistiche. Mi racconta che ha cominciato con gli aerei. Nel senso che sono anni ormai che compra biglietti soltanto su Internet. Ma poi ha continuato: libri, prodotti di elettronica e creme di bellezza, borse, valigie, cose per la casa. Da circa un anno mi dice di avere fatto il grande salto: ho comprato in rete anche scarpe e gioielli. E non può lamentarsi.

Mi assicura che i customer service sono avanzatissimi ed efficaci. La conclusione è: “I love shopping” per prendere a prestito la fortunata serie di libri di Sophie Kinsella, un vero must della chick lit. Ma solo sul web. Mi garantisce che in genere non ama andar per negozi, ma la rete ispira, oltre a dare almeno l’illusione di fare magnifici affari sui siti che offrono prodotti di grandi marche a prezzi scontatissimi oppure su quelli che costruiscono gruppi di acquisto. Mi spiega che vanno per la maggiore siti, cui si viene invitati a partecipare, che offrono per un certo numero di giorni prodotti specifici.

Oppure i gruppi di acquisto, come Groupon di cui tanto si parla alla luce degli 80 milioni di iscritti in 43 paesi, che tra l’altro ha di recente presentato domanda di quotazione a Wall Street e debutterà entro l’estate. In questo caso il prodotto o il servizio viene offerto ad un prezzo particolarmente vantaggioso e l’acquisto si realizza solo se aderiscono un certo numero di partecipanti. La mia amica aggiunge che sente di avere sulla coscienza un po’ di contagiati. E che alcune, ma anche alcuni, sono ormai stati presi dallo shopping compulsivo in rete. In questo tipo di processi il passaparola può procurare il massimo del contagio e lei ammette di essere un untore perfetto.

Dati e prospettive


Se questo è lo scenario personale, da un punto di vista generale i dati dicono che ormai anche in Italia possiamo contare su di una vera rivoluzione nello shopping. Anche se i numeri sono ancora lontani da quelli di Gran Bretagna e Germania, per non parlare di Usa e Giappone.

Il rapporto dell’Osservatorio eCommerce B2C realizzato da Netcomm in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano prevede per il 2011 una crescita del 19% con un fatturato che dovrebbe attestarsi su circa 8 miliardi di euro. Nel 2010 sono stati venduti beni e servizi sul web per 6,65 miliardi, facendo registrare una crescita del 15% sul 2009, quando il volume degli affari si era attestato a 5,75 miliardi.
E questo rispetto a un 2008 con un fatturato di 5,75 miliardi. Insomma dopo una pausa di riflessione collegata al momento più acuto della grande crisi finanziaria, le prospettive sono di crescita. Conta il turismo, ma le previsioni mettono in primo piano anche l’abbigliamento.

Ancora lontani i paesi dove lo shopping on-line è una consuetudine. In Italia quello sul web è pari all’1% del commercio totale, mentre in Francia è il 3%, in Gran Bretagna il 9, in Usa e Giappone oltre il 10%. Ma la previsione di crescita italiana del +19% quest’anno è in linea con quella tedesca del +17% e inglese del 18%.

Anche secondo il primo Osservatorio acquisti di Cartasì il web è da tenere in buona considerazione. In un anno come il 2010, archiviato da un punto di vista dei consumi come di crisi stabile, una nota positiva è arrivata proprio dal commercio online. Come ha chiarito Cartasì: “Un’accelerazione, in particolare nella prima metà dell’anno, si è registrata nell’utilizzo della carta di credito per gli acquisti online, che nel 2010 sono ammontati a 6,2 miliardi di euro, pari a poco più del 9% del totale delle spese. Contrariamente a quanto avvenuto nel “mondo fisico”, il commercio elettronico (+7,6% su media annua) ha visto crescere il numero degli acquirenti (+2,3%) oltre che gli importi medi di spesa (+5,1%). Fra i comparti, in prima posizione si confermano i viaggi (+9,6%), che rappresentano oltre un terzo della spesa totale, e l’altra voce tipica del canale, l’informatica (+13,2%). Grazie al sorgere di nuovi online stores, il commercio elettronico si è aperto a nuovi capitoli di spesa: si è assistito ad una vera e propria esplosione del comparto abbigliamento e calzature (+59,6%), che pure pesa ancora solo il 1,7%, e del dettaglio non alimentare, in forte crescita (+26%) grazie a prodotti musicali e librerie online”.

Cresce la familiarità degli italiani a fare affari sul web. E crescono anche le possibilità per le imprese di contare su di una vetrina virtuale che taglia i costi e permette di raggiungere un pubblico inavvicinabile fino a pochi anni fa.

Ildegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.

L’articolo è pubblicato su Bancaforte

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*