L’arte del passaparola

L’arte del passaparola, il nuovo libro di Andy Sernozitz, nasce dalla volontà di “far parlare” le persone.

Parlare di cosa? Questo non è specificato perchè “Il marketing del passaparola funziona per ogni tipo di prodotti o servizi. Funziona anche per cause, idee, beneficenza e organizzazioni: per qualsiasi cosa di cui vogliate far parlare.”, come si legge nella prefazione di Seth Godin.

Il word of mouth marketing diventa, non solo un elemento degno di essere studiato, ma base fondamentale su cui costruire un marketing strategico innovativo e garante di profitti.
Avendo dato per assodato il potere e la forza dei pareri e delle opinioni dei clienti (nella fase successiva all’acquisto) nel condizionare le scelte di ipotetici consumers futuri (o ancora indecisi), ciò che conta all’interno del nuovo mercato fatto di reti sociali e conversation time è conquistare le persone, renderle proattive nella comunicazione virale, far sì che si facciano messaggeri del brand/prodotto.

Nessuna pubblicità avrà mai l’efficacia dell’esperienza positiva di chi ha già provato il prodotto, e il libro descrive proprio i nodi centrali di questo modo di fare marketing: “Qualsiasi successo abbia ottenuto è dipeso per metà dalla creatività e per l’altra metà dal parlare con molta gente. Non lo sapevo all’epoca, ma ciò che stavo facendo era quello che ora chiamo il marketing del passaparola: prendere parte alla conversazione che le persone hanno, quotidianamente, con altre persone” S.G.

Andy Sernozitz, L’arte del passaparola. Corbaccio, settembre 2011, 234 pagg.

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