Miss-representation, il corpo delle donne nei media USA

Un nuovo documentario realizzato da Jennifer Siebel Newsom, e andato in onda sull’Oprah Winfrey Network in prima serata, analizza la rappresentazione delle donne nei media americani e le ripercussioni del fenomeno sull’agenda politica.

L’operazione, analoga al lavoro portato avanti da Lorella Zanardo in Italia su ilcorpodelledonne.net, coinvolge politici, esperti e celebrità di primo piano, chiamati a commentare una serie di estratti che mostrano immagini desoggettivizzanti delle donne e del loro corpo.

Le conseguenze di una situazione tale secondo la Siebel Newsom sarebbero devastanti, in primis il gap di rappresentanza politica: le donne costituiscono il 51% della popolazione americana ma solo il 17% del Congresso. Con questi ritmi potrebbero volerci ancora 500 anni prima di raggiungere la parità.

Come cambiare le cose? Se la rappresentazione mediatica può incidere sulla subalternità di gender allora può avere anche un effetto emancipatorio. Gli ultimi spezzoni del documentario mostrano la situazione inversa al problema di partenza: donne rappresentate nei media in posizioni di comando, dietro la macchine da presa, al tavolo delle decisioni, o semplicemente che prendono la parola e dicono la propria. Il documentario chiama dunque in causa i responsabili dei contenuti televisivi affinchè si preoccupino di garantire un’immagine più corretta ed equilibrata (anche quantitativamente) del genere femminile.

Può essere una magra consolazione o al contrario un’ulteriore motivo di allarme constatare che il problema non riguarda solo l’Italia ma anche il paese che si reputa tra i più avanzati nella tutela dei diritti civili.

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