I Giornalisti che ribaltarono il mondo

Questo mese è stato pubblicato il nuovo libro di Roberto Savio, uno dei fondatori di Media Watch Global. Un’interessante analisi sull’evoluzione del giornalismo, non inteso solo come professione, ma come “quarto potere” capace di manovrare le fila storico-politiche: dal telegrafo all’oligopolio delle quattro grandi agenzie di stampa (APUPIAFP e Reuters) subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino alla nascita negli anni ’60 della Inter Press Service (IPS)  con l’obiettivo di dar voce a nuovi personaggi e fotografare realtà prima sconosciute,  arrivando infine all’introduzione dei nuovi media.

536 pagine grazie alle quali si individuano i modi attraverso cui la IPS si è avvicinata ai lettori e attraverso cui giorno dopo giorno ha influenzato l’opinione pubblica. Come e con quale forza è stato possibile creare le rappresentazioni che hanno orientato la visione del mondo di ognuno di noi, contribuendo invariabilmente a condizionarla in base agli interessi geopolitici dei poteri forti?

La vera storia di un gruppo di collaboratori e corrispondenti che al di là degli ostacoli politici ed istituzionali è riuscito a testimoniare, come dice il giornalista Ignacio Ramonet, “una voce originale e valida in mezzo al frastuono mediatico attuale. E questo dimostra che, perfino nel nuovo contesto dell’informazione nell’era digitale, possono sorgere forme di resistenza insperate”

I Giornalisti che ribaltarono il mondo. Le voci di un’altra informazione, Roberto Savio. Nuovi Mondi Edizioni, 2011, pp. 536

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