Gli italiani e i motori di ricerca

Sems ha da poco pubblicato l’ottavo studio sul rapporto tra italiani e motori di ricerca realizzato in estate su un campione di 2.000 utenti rappresentativo della popolazione over 16 che usa internet.

9 intervistati su 10 usano ogni giorno i motori di ricerca (la maggior parte più di una volta) e considerano i search engines lo strumento più efficace per cercare informazioni.

In realtà sarebbe più corretto parlare al singolare dato che Google, adoperato dal 92% degli utenti, ha cannibalizzato gli altri motori (Virgilio, BingYahoo), cui restano percentuali a una cifra.

Dopo i motori (65%) le fonti ritenute più utili per informarsi sono le recensioni dei consumatori (50%) e i siti delle aziende produttrici (45%). Seguono forum, portali specializzati, siti di commercio elettronico, passaparola di amici e punti vendita fisici. Non riscuotono molto credito, almeno sotto questo aspetto, blog, social network e newsletter, ma anche cataloghi e brochure.

I motori di ricerca, spesso, servono ad approfondire spunti ricavati dai media tradizionali (stampa, televisione e radio), dal passaparola off line, dai social network o da quanto osservato per strada (manifesti, per esempio).

Ben il 90% degli intervistati utilizza i motori di ricerca come supporto alle decisioni di acquisto e l’89% basa la scelta sulle informazioni ottenute. Solo nel 22% dei casi, però, alla ricerca ha fatto immediatamente seguito l’acquisto, che di norma necessita di ulteriori riflessioni.

Viaggi, libri, elettronica e telefonia sono i settori in cui si concentra la maggior parte degli acquisti on line. Meno rilevanti, tra gli altri, alimentari, giocattoli, edilizia, auto e moto.

Il 68% delle ricerche si ferma alla prima o seconda pagina; solo il 18% arriva alla quarta od oltre. E’ una conferma, se mai servisse, dell’importanza di collocarsi ai primi posti delle SERP, anche perché il 79% degli intervistati considera leader del settore le aziende meglio posizionate e l’83% ritiene che le aziende debbano investire in SEM.

Rispetto agli anni passati è diminuita, nelle ricerche, l’importanza di immagini, mappe, news e video.

Tra i social network Facebook (58%) si conferma lo strumento prediletto per condividere contenuti. Twitter non è ancora decollato, mentre resistono nicchie che adoperano Windows Live Spaces o il decotto MySpace.

Qui i dati completi della ricerca. Le infografiche sono state elaborate da Pmi servizi ed Elena Silva.

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