I social media stanno distruggendo il nostro modo di pensare?

Gli esperti di Assisted Living Today spiegano come i social media stanno modificando la nostra intelligenza con un’infografica che, al netto dei toni apocalittici, offre diversi spunti di riflessione.

Abituati a reperire immediatamente ogni tipo di contenuto siamo diventati frenetici e impazienti. La nostra attenzione è fugace e la conoscenza che ne deriva superficiale: molti scordano informazioni importanti di amici e parenti (pure il nome!) e qualcuno persino il giorno del proprio compleanno.

Anche il multitasking provoca macelli: nel passare da un compito all’altro dobbiamo reimpostare la nostra mente, perdendo tempo ed efficienza.

Le applicazioni di Facebook o la posta elettronica (aperta decine di volte in un’ora) non sempre aiutano a concentrarsi; e la mancanza di concentrazione, nel solo Regno Unito, ha causato in un anno la perdita di un miliardo e mezzo di sterline.

Secondo alcuni esperimenti, inoltre, la comprensione dei testi è peggiorata dalla presenza di video; mentre l’astinenza da cellulare provoca nervosismo e agitazione. I social network servono a promuovere la propria immagine ma alimentano l’egocentrismo.

Internet, quindi, ci sta rendendo più stupidi? Probabilmente no.

Semplicemente la nostra mente si sta evolvendo di fronte a nuove sfide e nuove opportunità: uno studio dell’UCLA dimostra che bastano cinque ore di internet per incidere sulla struttura del cervello, intensificando le attività nelle aree deputate alla risoluzione dei problemi e all’assunzione di decisioni.

Le emozioni, invece, sono quelle di sempre: le interazioni sui social network portano a rilasciare ormoni come l’ossitocina, che incentiva fiducia ed empatia, e l’adrenalina, per reagire ai cambiamenti improvvisi dell’ambiente. Le stesse reazioni che avvengono nelle relazioni familiari o di amicizia.

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