Affonda la Costa Concordia: la cronaca, le coincidenze e il “Noi”

In seguito al fatto di cronaca che ha colpito l’Italia durante la notte tra il 13 e il 14 gennaio scorsi, la stampa e il web nazionali ed internazionali hanno focalizzato la loro attenzione sull’accaduto.

Il web, per peculiarità strutturali, è il primo ad occuparsi dell’affondamento della Costa Concordia dinnanzi alle coste dell’Isola del Giglio, e in maniera particolarmente emotiva; la stampa si concentra sull’incidente nel momento in cui si delineano diversi pattern tematici:  si intrecciano così le descrizioni della responsabilità del Comandante, del rischio di rilascio di sostanze tossiche nel mare e della ricerca dei dispersi.

La fotografia scattata dalla stampa e dal web italiani sembra sottolineare diversi particolari: il tentativo di coinvolgere il popolo italiano unendolo contro un unico “facile” capro espiatorio; la volontà di delineare un susseguirsi di teorie del complotto e strane coincidenze con episodi del passato; la ricerca di una più realistica narrazione per descrivere l’impegno degli abitanti dell’isola, gli sforzi per il ritrovamento dei dispersi e, in generale, gli aspetti vicini più alla cronaca che alle illazioni .

E la stampa internazionale? Qual’è stata la percezione all’estero?

Per prima cosa, le classifiche dei luoghi più citati, in entrambi i canali analizzati, vedono un balzo in avanti della Toscana (l’Isola del Giglio è in provincia di Grosseto, n.d.r.), che scavalca tutte le altre località, fatta eccezione per le immobili Roma e Milano.

Costa Concordia: How Could This Happen to a Modern Cruise Ship?‎, il titolo proposto dallo USA TODAY Travel è quello che meglio riassume la tendenza generale riscontrabile nella maggior parte degli articoli: lo sgomento per una tragedia che si poteva evitare e che invece, almeno a quanto pare fino a questo momento, è stata innescata da una manovra definita “unapproved and unauthorized”. Haunting images of Costa Concordia cruise disaster could be a lasting problem (Miami Herald) e Captain of Costa Concordia faces charges he abandoned cruise ship‎ (New York Daily News) sono altri due titoli che mettono in evidenza quanto il web estero sia stato colpito da un problema di “responsabilità oggettive” piuttosto che preoccuparsi dell’alto numero di vittime.

Dall’altra parte c’è un secondo atteggiamento, che riprende una tendenza osservabile in quasi tutti gli studi che analizzano la percezione di un paese sulla stampa o sul web 2.0 esteri: l’etnocentricità, in base alla quale si tende a parlare solo di ciò che rientra nella sfera di interesse della propria nazione. Per questo motivo abbiamo un susseguirsi di titoli molto simili tra loro: British survivors of capsized Costa Concordia return home (BBC UK), Costa Concordia: British passengers tell of escape (The Guardian) e ancora Chinese tourists on Italy ship safe (Chinadaily.com.cn): ciascun sito, ciascun giornale, ciascun blog si occupa dei “propri” passeggeri, i quali fanno parte, siano essi morti, dispersi o vivi, di un “Noi” nazionale condiviso.

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