Marketing mobile: sette errori da evitare

TextMarketer descrive sette orribili errori da evitare nel marketing mobile, ritenuti più devastanti di quelli che si possono commettere con le campagne di mailing (perché mai, poi?).

1. Dimenticare una call to action. Gli sms sembrano più efficaci se invitano il destinatario a compiere un’azione, come aderire a un’offerta. La stessa cosa accade su Twitter, dove a essere condivisi maggiormente sono i messaggi che chiedono esplicitamente un retweet. Della serie: chiedi e ti sarà dato!

2. Non controllare i messaggi prima di spedirli. Bisogna curare ogni dettaglio e cercare di immedesimarsi nel destinatario per capire come potrebbe interpretare il messaggio.

3. Negare la possibilità di non ricevere più messaggi. Vale anche per mailing e newsletter: il destinatario deve poter decidere se inibire la ricezione di nuovi contenuti. Lo raccomanda il buon senso e lo prescrive la legge.

4. Rivolgere messaggi generici e standardizzati. Uno dei vantaggi dei media digitali (sms, e-mail, social media…) è di poter segmentare il pubblico e inviare messaggi mirati a ogni gruppo o addirittura a ogni utente. Differenziare i contenuti richiede investimenti cospicui ma può diventare indispensabile.

5. Bombardare il pubblico di messaggi o ripeterli fino alla noia. Bill Bernbach sosteneva che la comunicazione commerciale, per farsi perdonare il disturbo, deve essere lieve, garbata e divertente. Si riferiva alla pubblicità del dopoguerra ma la sostanza è identica.

6. Concentrarsi solo sulla vendita e dimenticare che una marca, oltre a beni e servizi, veicola anche valori, immaginari e stili di vita.

7. Sviluppare un’applicazione inutile. Esempi di applicazioni utili sono i negozi on line o i servizi che permettono di risparmiare tempo e risorse.

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