Festa della donna: mazzi di Open Data e mimose

Di Voices from the Blogs ne avevamo già sentito parlare in diverse occasioni. Che cosa è? Una piattaforma di ricerca nata, con la collaborazione dell’Università degli Studi di Milano, dalle menti di un matematico, Stefano Iacus, di un politologo, Luigi Curini, e di un economista, Giuseppe Porro, con l’obiettivo di analizzare e valutare il rumore generato dalle opinioni espresse online tramite blog e Twitter. La metodologia non è del tutto originale e riprende la Blog Sentiment Analysis sviluppata da Gary King di Harvard.

Misurano tutta la blogosfera italiana? No,  solo un piccolo campione – che ammettono non essere davvero rappresentativo della popolazione – da cui estrapolare input valutati sia dai responsabili del progetto sia da un algoritmo.

Siamo in un campo che conosciamo e di cui parliamo spesso: parole chiave, metodi (più o meno) automatici, analisi semantica dei contenuti, sentiment etc etc. Tralasciando i dubbi metodologici relativi all’assenza di un fact-checking dei contenuti, già evidenziato da altri, o quelli scaturiti dall’assenza del numero complessivo dei post analizzati o la loro provenienza, pare che ci sia una tendenza allo “sbrodolamento” che c’entra poco con l’autorevolezza dell’Università degli Studi di Milano.

Sì, perché qua su VfB si parla di argomenti seri: la reazione del Web al nuovo modello Blackberry, i pronostici sulla canzone vincitrice del Festival di Sanremo e come non citare Una mamma tigre per amica – citazione di ampio respiro culturale televisivo e che si riferisce ad uno studio sugli atteggiamenti delle mamme italiane.

Ma il meglio, e oggi è la giornata più adatta, deve ancora venire: 8 marzo: diritti o mimose? Ebbene sì, articolo di misurazione sul rapporto Blog-Twitter-Festa della donna! Bello, ne sentivamo l’esigenza.

L’analisi è stata svolta su 16 mila tweet postati tra il 28 febbraio e il 6 marzo. Non voglio togliervi il piacere dei dati: l’8 marzo piace alla stragrande maggioranza degli italiani (85%) e 2 su 3 organizzerà qualche cosa per l’occasione. E per il 34,3% di chi scrive la donna continua a rimanere principalmente corpo e apparenza, per 1 italiano su 2 la donna è prima di tutto cuore e anima, in fondo, dolcemente complicata.

Dolcemente complicata. Andiamo avanti: tutti noi ci chiediamo che cosa sia davvero l’8 marzo e finalmente otteniamo delle risposte riassumibili in questo grafico:

(‘8 marzo sempre’ è un modo particolarmente incisivo per riassumere l’aspetto di denuncia sociale secondo cui le donne sono donne e, in virtù di ciò, da tutelare 365 giorni l’anno).

Potremmo mai privarci delle tendenze sulla ‘serata dell’8 marzo’? Sì. E invece no, grafico!

Ma quali sono i diritti rivendicati con più forza? Alcuni storici, e per cui non bisogna mai smettere di lottare, mentre una luce speciale viene data al tam tam per la liberazione di Rossella Urru, che ha investito più di tutti Twitter.

Chiuderei la smisurazione con quella che potrebbe essere una rappresentazione degna di Harmony e Cioé: Donna in un aggettivo – 4 su 5, tra l’altro, non sono neanche aggettivi!

Buon 8 marzo!

PS: alla fine dell’articolo c’è una scritta in neretto: VfB non esprime opinioni proprie ma si limita ad ascoltare e riferire le opinioni della rete. Possiamo commentare? Meno male!

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