L’Italia è ancora teledipendente?

I mezzi di informazione e il dominio della televisione (parte 1)

L’avanzata del digitale non deve trarci in inganno: il principale mezzo di comunicazione degli italiani è ancora la “vecchia” televisione.

Secondo i dati di Eurobarometro (l’istituto creato della Commissione europea per monitorare l’opinione pubblica) quasi tutti gli italiani guardano almeno una volta la settimana la tv che rimane, per il 71%, il canale di informazione prioritario (sebbene, nel periodo 2002-2009, sia drasticamente diminuita la percentuale di coloro che si informano solo attraverso il piccolo schermo).

Soltanto la metà degli italiani, invece, naviga regolarmente in internet, considerata la prima fonte di informazione da un misero 7%.

Normale che, stando ai dati dell’Agcom, la televisione riscuota quasi la metà dei ricavi pubblicitari, contro il magro 10% ottenuto (per ora) dalla Rete.

La vendita dei quotidiani, secondo la Fieg, è in picchiata: dai 6 milioni di copie vendute al giorno del 2000 ai 4.5 del 2010. Il numero di lettori, però, è vistosamente aumentato se si tiene conto delle edizioni on line.

Il mercato della carta stampata, inoltre, ha il pregio di essere plurale e frammentato, a differenza dello storico duopolio televisivo (Rai e Mediaset ottengono ancora l’80% dell’audience, malgrado la flessione dovuta alla diffusione di Sky).

Questi dati, riportati nel video e nella presentazione di Quattro gatti, sono vecchi di due/tre anni.

Già allora, tuttavia, i dati sulle nuove generazioni erano significativi: la maggioranza dei giovani si informa attraverso la Rete ma senza abbandonare la televisione; i nuovi media non stanno sostituendo i canali tradizionali, ma li stanno affiancando e integrando.

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