Tutti social appassionatamente – Parte Seconda

di Ildegarda Ferraro

(clicca qui per leggere la prima parte)

Oltre le opportunità i rischi

Insomma l’aria che tira è molto social, anche perché effettivamente i vantaggi ci sono. L’essere connessi, mantenere una rete di relazioni conta. Ma i rischi sono altrettanto evidenti.

E così stare su Facebook vuol dire essere costantemente in una casa di vetro. Una bugia può essere facilmente smascherata, con piccole e grandi conseguenze. Se qualcuno per esempio annulla un incontro di lavoro, giustificandosi con seri problemi, e poi posta una foto al mare può andare incontro ad evidenti pesanti reazioni. Lampanti i rischi nella vita professionale, come in quella privata, nella messa a disposizione di info personali. E questo senza arrivare al furto di identità.

E poi c’è tutta la casistica degli effetti boomerang anche solo di un messaggio. Ha innescato una lunga polemica il tweet con cui Valèrie Trerweiler, compagna di François Hollande, si è schierata pubblicamente con l’avversario di Ségolène Royal, per molti anni partner e madre dei quattro figli di Hollande. La miccia ha avviato un dibattito che è andato avanti per giorni e ancora non è del tutto sopito.

Una campagna si può trasformare in un incubo. E così all’invito di McDonald’s di spedire aneddoti hanno risposto in molti, usando l’hashtag #McDStories per invadere il web di insulti e parolacce. Gli scivoloni cominciano ad essere casi analizzati con cura. Così il passo falso del marchio di abbigliamento Patrizia Pepe, che per la foto di una modella quasi anoressica ha scatenato le reazioni della rete e la sostanziale rissa con chi aveva il compito di rispondere sui social media. La conclusione è stata le pubbliche scuse del brand ma non sottovoce, chiaro e forte nero su bianco in rete. Gli episodi sono ormai tanti: sostanziali liti, che spesso partano da una semplice fan page su Facebook, come nel caso Nestlé. E poi ci sono i casi di Groupalia, che ha provato in diretta che cosa significa essere spiritosi sul terremoto, con il tweet “Paura del terremoto? Andiamo a Santo Domingo!” che ha scatenato la rete. Situazione simile per Prenotable e Brux Sport. O quello più recente di Rtl 102.5, che invece di replicare ha provveduto a cancellare tutti i messaggi che chiedevano se l’azienda per cui stavano dando spazio pubblicitario non avesse delocalizzato in Serbia.

– Fine seconda parte –

Ildegarda Ferraro è Responsabile Ufficio Stampa ABI.

Quest’articolo è stato pubblicato su Bancaforte

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