Eavesdropping: an intimate history

L’eavesdropping è un’incursione in un territorio sociale e psicologico precedentemente inesplorato: i modi “non autorizzati” attraverso cui la gente comune utilizza i sensi per raggiungere importanti obiettivi personali, che si riferiscono all’esperienza intima, al potere personale e al controllo sociale.

Ogni giorno si parla della mancanza di privacy scaturita dall’esserci “affidati” alle banche dati dei principali siti di social networking, o peggio ancora agli sguardi indiscreti dei nostri amici/follower.

Il boom di siti come Facebook e Twitter ha semplicemente – ed esponenzialmente – moltiplicato una tendenza umana sociale, prima che social. Il “rifiuto” della cosiddetta personal opacity, la voglia di sapere ciò che non dovremmo sapere, il bisogno di intercettare notizie e – possibilmente – segreti.

Come dice Maria Popova: “In Eavesdropping: An Intimate History, il biolinguista John L. Locke dà un affascinante sguardo ad un fenomeno culturale onnipresente, ma ancora in gran parte non esaminato: dal voyeurismo medievale alla finestra sul cortile di Hitchcock, fino ad arrivare ai nostri Twitter e Facebook.

Locke mette in evidenza due caratteristiche contrastanti dell’eavesdropping (origliare, ascoltare di nascosto, intercettare…le traduzioni potrebbero essere tante, n.d.r.), che lo rendono particolarmente interessante: da un lato, si nutre di un’attività intrinsecamente intima, attività di cui il “sender(s)” delle informazioni è all’oscuro; d’altra parte, le informazioni trasmesse sono rubate da colui che le carpisce, piuttosto che donate dal mittente. Ma una delle più intriganti intuizioni di Locke mette in luce come l’evoluzione della civiltà umana, e in particolare l’aumento dell’urbanizzazione, abbia dato forma e regole all’eavesdropping.”

Si è venuto a creare un nuovo senso di fiducia o manca completamente? Bisogna sempre ascoltare e leggere per credere?

Lo stesso Locke spiega: “Un tempo, l’isolamento-cum-privacy – reso possibile dai muri – era stato accolto come un’incipiente cecità. Bloccando l’occhio, le pareti hanno dato importanza a qualcosa che prima si conosceva poco: la fiducia. Cosa è la fiducia? Chi è attendibile? Con così poche precedenti opportunità di violare la fiducia, sarebbe stato difficile dirlo. Com’era prevedibile, il sospetto e la paura sono aumentati precipitosamente. Se le pareti fossero rimaste, allora sarebbero stati necessari mezzi più penetranti di raccogliere informazioni. Fortunatamente, un adeguato meccanismo cognitivo era in attesa, dietro le quinte.

Era l’eavesdropping, un termine che utilizzerò nel suo senso convenzionale per intendere l’osservazione occulta, la tecnica di campionamento delle esperienze intime degli altri — sbirciando attraverso un buco della serratura o solo fingendo disinteresse per ciò che ci accade attorno. Ma io uso anche il termine metaforicamente, per rappresentare la ricerca permanente di tutti gli esseri umani di sapere cosa sta succedendo nella vita personale e privata degli altri.”

John L. Locke, Eavesdropping: An Intimate History. Oxford University Press, 2010, pagg. 288

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