Le elezioni più costose (e digitali) della storia

Il 6 novembre il democratico Barack Obama si è confermato Presidente degli Stati Uniti superando il suo avversario, il repubblicano Mitt Romney, al termine di una campagna elettorale durissima che si è rivelata, a quanto pare, la più costosa della storia americana; e, oltre a essere le più dispendiose, queste presidenziali si sono rivelate anche le più digitali di sempre – fino a questo momento, ovviamente.

Rispetto alle elezioni del 2008 gli investimenti in social media sono aumentati del 616%; quelli in televisione e radio del 180% e quelli in carta stampata del 108%: niente male per il business della comunicazione politica, che proprio negli States ha assunto per la prima volta una dimensione professionale.

In termini monetari sono ancora radio e tv a farla da padroni, con 7.4 miliardi di dollari di investimenti; circa 900 milioni sono stati investiti nella carta stampata e solo 160 in media digitali. Le cifre tengono conto anche delle elezioni di Camera e Senato.

Per il resto i dati confermano che gli sforzi maggiori vengono profusi negli swing states (gli stati in bilico, relativamente pochi, che decidono il destino di ogni elezione come Florida e Ohio) e che, se il pubblico di Romney è prevalentemente maschile, Obama ha fatto breccia nel pubblico femminile e nelle famiglie meno abbienti.

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