Il radioso 2013 del content marketing

Secondo Mashable il 2013 sarà l’anno della definitiva consacrazione del content marketing e dei brands as publishers, produttori di contenuti che informano e coinvolgono il pubblico.

Se fino ad ora molti hanno giocato e sperimentato, assecondando una tendenza in crescita, adesso bisogna fare sul serio: investire in content marketing significa produrre contenuti originali, tararli sulle caratteristiche del pubblico, sostenerli attraverso i social media pianificando una strategia e ricordando che il vecchio sito aziendale oramai è in disuso.

Meglio seguire l’esempio della Coca Cola, che ha trasformato il proprio sito  in corporate magazine: le organizzazioni devono ragionare anche come redazioni, dotarsi di uffici stampa e PR, ascoltare e rispondere al pubblico in tempo reale, cogliere la palla al balzo quando una notizia, positiva o negativa che sia, potrebbe rivelarsi significativa.

Anche la pubblicità on line sta cambiando: sepolti i banner – spazi a pagamento simili a quelli dei media classici, separati dal resto e ritenuti inutili – è il momento della native advertising, composta da contenuti prodotti dall’organizzazione che cercano di inserirsi nella normale esperienza dell’utente: post sponsorizzati su Twitter e Facebook, video su Youtube e simili, foto, infografiche, articoli, comunicati.

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