Contro il logorio della vita digitale

Anni fa una nota pubblicità consigliava un liquore a base di foglie di carciofo come rimedio alla frenesia della vita moderna.

Adesso, nell’era dell’information overload, non basta un Cynar: la quantità d’informazione che la mente umana deve processare è aumentata esponenzialmente. Ma il nostro cervello è lo stesso da millenni.

I pericoli del multitasking

Negli Stati Uniti, secondo alcune stime, le ore dedicate ai mezzi di comunicazione sono passate dalle 5 degli anni ’60 alle 12 di oggi; l’utente medio visita 40 siti al giorno e cambia attività 36 volte in un’ora.

E’ l’epoca del multitasking, che ci porta a svolgere più compiti in contemporanea sacrificando precisione e accuratezza. Col rischio di abituare il nostro cervello a passare da un’attività all’altra piuttosto che fermarsi ad affrontarne una alla volta.

Inoltre il multitasking ridurrebbe le nostre capacità di concentrazione e selezione delle informazioni e produrrebbe effetti negativi sulla memoria: chi svolge più compiti in simultanea tende a non cercare informazioni aggiuntive oltre quelle collegate alla questione che sta affrontando e compie minori sforzi per ripescare conoscenze dalla memoria a lungo termine.

Soluzioni allo stress 2.0

I rimedi al multitasking sono facili e analcolici:

  • organizzare razionalmente le proprie attività raggruppando quelle simili;
  • ritagliarsi del tempo tech free, destinato a familiari e amici, durante cui è bandita ogni connessione con la Rete;
  • prendersi le giuste pause e fissare dei paletti affinché il lavoro non colonizzi la vita privata;
  • iscriversi ai feed dei siti preferiti e stabilire tempi precisi per e-mail, social network e giornali on line evitando l’aggiornamento compulsivo.

L’immagine è tratta da qui.

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