Dieci social media che hanno fallito

marzo 18, 2013 By

Nel difficile mondo del web non tutti i social media sono stati baciati dal successo: alcuni hanno mancato clamorosamente la loro missione; altri hanno imboccato il viale del tramonto dopo stagioni più o meno felici.

Vecchie glorie

Nel lontano 2007 MySpace era la frontiera più evoluta del nascente 2.0: oggi l’antesignano dei social network versa in uno stato di coma che sembra irreversibile. Le cause sono varie: l’incapacità di aggiornarsi, la mancanza di una messaggistica istantanea, l’impossibilità di trovare contatti dalla propria posta elettronica ma soprattutto una piattaforma pensata più per promuovere gruppi musicali e celebrità che per sviluppare reti sociali.

Hanno fatto il loro tempo anche Digg, aggregatore di notizie, e Delicious, antico servizio di social bookmarking: al giorno d’oggi i contenuti si condividono su Twitter e Facebook.

Promesse non mantenute

iTunes Ping doveva essere il social network musicale della Apple: è stato un flop perché, come tutti i prodotti sfornati dalla casa di Cupertino, costituiva un ambiente chiuso, elitario, autoreferenziale. Caratteristiche che rendono attraente uno smartphone ma non un social network. E’ durato solo due anni.

Google+ ha già superato quota 200 milioni di utenti attivi: cifra ragguardevole ma lontana anni luce dal miliardo di Facebook, eterno rivale. Il motivo è semplice: Big G è arrivata con anni di ritardo, quando il grande pubblico del web era già stato conquistato del social network di Zuckerberg. Di cui Google+ è sembrato da subito una pallida controfigura.

Meteore

Ha ballato una sola estate Diaspora, software libero studiato per permettere a chiunque di costruire un proprio social network e sottrarsi alla tirannia di Facebook, avversato soprattutto per la disinvolta gestione dei dati personali: l’idea non è decollata, forse perché troppo complicata per l’utente medio.

Pochi ricorderanno Eons, social network destinato agli over 50; o Xanga, piattaforma per blog dalle origini antichissime (nacque nel 1998) oggi surclassata da Blogger, Tumblr e WordPress.

Diversi i casi di Friendster Orkut: nati nel mondo anglosassone si sono rifatti una vita in AsiaBrasile.

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One Response to Dieci social media che hanno fallito

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